Perfida Albione

Lo scorso 24 Giugno, il Governo ha emanato il Decreto Legge n.91 contenente alcune misure per ridurre la bolletta energetica delle PMI e promuovere la crescita economica in Italia. Tra queste, il famigerato spalma–incentivi del solare fotovoltaico, di cui parlammo già due mesi fa su questo blog (mi si perdoni l’autocitazione):

La misura più corposa e interessante è certamente quella sul solare fotovoltaico, che ne rinegozia retroattivamente i generosissimi incentivi accumulati fin qui tramite cinque Conti Energia (oggi stiamo a 6.6 miliardi di euro all’anno): “Si propone di allungare obbligatoriamente il periodo di incentivazione da 20 a 25 anni senza riconoscere alcun tasso di interesse, gettito previsto (700-900 M€)”. Non è difficile prevedere le contenute ire dei sostenitori delle rinnovabili loro malgrado per una misura che, va detto, fa a pezzi lo stato di diritto, sacrificato sull’altare dell’insostenibilità economica di incentivi dissennatamente allocati e concessi per anni.

Il Governo italiano ha dichiarato la sua disponibilità a negoziare le richieste delle associazioni nel periodo di 60 giorni per la conversione in legge del decreto. Richieste puntualmente arrivate, alcune davvero pungenti:

L’ultimo intervento arriva addirittura dall’Ambasciata britannica, che nei giorni scorsi ha scritto al Senato per chiedere di modificare la norma: “Qualora le misure proposte venissero ratificate nella loro forma attuale, ritengo che diventerebbe più difficile assolvere ad uno dei nostri obiettivi principali: convincere investitori esteri ad investire in progetti infrastrutturali e di sviluppo in Italia”, scrive l’ambasciatore.

Quest’ultima tenetela buona, nel caso qualcuno chiedesse chi sono i maggiori beneficiari dei 6.6 miliardi di incentivi al fotovoltaico pagati ogni anno dal Governo italiano.

One Response to Perfida Albione

  1. sesto rasi scrive:

    ebbè però, come gli americani a sbarcare in Sicilia vennero a patti con la mafia, anche in questo caso un qualche coinvolgimento analogo di soggetti nazionali pare ci sia stato…
    Aldilà del commento sardonico, purtroppo è andata veramente così, una buona parte dei capitali messi a frutto per il FV non è stato italiano, così come un manifatturiero nazionale che si sviluppasse lungo l’intera filiera FV non c’è stato.
    Oggi il cambiamento retroattivo e di imperio delle regole, sia pure con a monte un eccesso di sostegno, non fa bene al nostro credito già scassato quanto a paese in cui investire.

    Io (e decontentualizzo dal FV e pure dall’Italia) non mi sono mai fatto illusioni su un principio: uno Stato è un organismo con un impulso di conservazione infinito, superiore anche a quello delle singole specie viventi, e bada alla sua sopravvivenza prima di qualunque cosa: se per garantirla avrà bisogno di prendere soldi dove ci sono e ci arriva con le mani lo farà, indipendentemente che sia giusto o no…

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