Il futuro del nucleare

È difficile vedere qualcosa di diverso rispetto ad un declino relativamente rapido del nucleare nel prossimo futuro. I reattori esistenti stanno raggiungendo la fine del loro ciclo di vita e mantenerli ancora in funzione diventa sempre più problematico. La tecnologia post-Chernobyl, la cosiddetta Generazione III+, ha fallito nel suo tentativo di essere più sicura, meno cara e più facile da costruire, mentre per quanto riguarda le nuove tecnologie – come i piccoli reattori modulari (SMRs), i reattori ad alta temperatura e la tecnologia di IV generazione – non sembra siano stati fatti grandi progressi rispetto ad un decennio fa. La Cina e, in minor misura, la Russia rimangono le grandi speranze per l’industria nucleare.

[Steve Thomas su Agienergia, ieri]

11 Responses to Il futuro del nucleare

  1. michele scrive:

    Perfetto, allora vedremo cosa succederà. Sempre più carbone? Ottimo. Così grazie al cambiamento climatico , piogge acide e via discorrendo potrò evitare di andare in ferie. Rinnovabili? E con cosa le controbilanciamo? Ma per piacere!

  2. augustosalzani scrive:

    olio e gas ce n’è ancora per un po’, credo.
    Possibile che non si possano bruciare a 0 emissioni o meglio che si possano addirittura riutilizzare?… Sogno o son pazzo?

    • Filippo Zuliani scrive:

      Chi ci spiega come vince facile tutti i Nobel del pianeta (per la scienza, per la pace, per l’economia).

      • Augusto Salzani scrive:

        … nel 1700 se qualcuno avesse detto che si sarebbe potuto andare in america volando, in 5 ore, l’avrebbero rinchiuso. Mai dire mai.

      • Augusto Salzani scrive:

        Chiaro che è una provocazione ma, nella ricerca della soluzione,
        il nucleare pone problemi tecnologici (lo dici tu nel post) economici, politici e temporali
        le rinnovabili fanno a pugni con l’economia
        olio e gas creano danni ambientali e alla salute
        nuove fonti?

        Si è capito che non sono uno scienziato…la mia potrebbe essere (uso il condizionale) una soluzione visionaria ma, tu che te ne intendi, credi davvero non valga nemmeno la pena di prenderla in considerazione?

      • Filippo Zuliani scrive:

        In ottica millenaria tutto (o quasi) e’ possibile con la ricerca. Pero’ pensioni, ospedali, obbligazioni e BOT devi pagarli domani. Semplicemente oggi non esiste una tecnologia del genere e per pagare le bollette domani tocca usare le tecnologie commercialmente disponibili oggi.

      • michele scrive:

        Bruciare per processo di ossiriduzione, ossia una normale combustione tra comburente e combustibile offre una certa quantità di energia con emissioni di vario tipo, per la maggiore co2 (anidride carbonica). Questo è un fenomeno a livello molecolare, mentre lavorando a livello nucleare, ossia fissionando o fondendo nuclei atomici l’energia sviluppata rispetto al processo precedente è 1 : 1000000000 senza alcun tipo di emissione (solo a livello radioattivo, schermabile e gestibile).

        Ora, io sono e sarò il primo a rifiutarmi di utilizzare un reattore nucleare solo e soltanto quando esisterà una altrettanto potente e presente fonte di energia a zero emissioni. Dato che il sole è ingestibile, come del resto il vento rimane solo l’idroelettrico (che io adoro) ma purtroppo in italia è usato proprio per una controbilanciatura delle rinnovabili (solo quello di accumulo ma non quello di scorrimento) che cosa ci resta?

        Vi ricordo che una delle cause delle deindustrializzazione italiana è proprio il rifiutare perennemente sempre tutto.

        E mentre sono qui a scrivervi la russia ha portato in criticità il nuovo reattore di 4^ generazione BN800 a netroni veloci in grado di alimentarsi della componente incombusta dei reattori termici (ricordo che un reattore termico utilizza solo parte fissile, ossia il 2 3 % del combustibile ed invece il resto (u238) essendo fertile ma non fissionabile viene solo utilizzato per l’effetto doppler )

  3. augustosalzani scrive:

    Il futuro dell’umanità non può essere una scelta economica…OK il nucleare è il meno caro (forse) ma dobbiamo lavorare con quello che abbiamo… bruciare olio/gas non è un peccato di per sè dovremmo lavorare sul miglioramento dell’impatto, e vissero felici e e contenti.

  4. Augusto Salzani scrive:

    Verissimo, ma tornando al punto, sicuro che non esista una soluzione? o forse è un problema di costo?
    Della serie, quanto ci costa l’impatto olio/gas e quale sarebbe il costo ammissibile di tecnologie dedicate a ridurre/abbattere gli impatti?
    Questo potrebbe essere un interessante tema da indagare.

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