Breve storia della medicina moderna

Per chi vuole farsi una cultura. Vera.

Su dieci ragazzi provenienti dalle zone rurali d’Italia ne troverete almeno cinque o sei definiti con dentatura guasta, poi ci saranno gli storpi e i gobbi: quasi tutti avranno altezze inferiori al metro e sessanta e potete immaginarveli magri e malnutriti senza paura di sbagliare di tanto. [..] Un secolo fa, il paesaggio umano era questo. Oggi tendiamo a dimenticarcelo e anche i nostri nonni, che sono i più sani e i più forti della loro generazione (altrimenti non sarebbero vivi oggi), se lo sono visto cambiare sotto gli occhi nel corso di una vita e forse non hanno nemmeno voglia di raccontarcelo. Ma il nostro corpo era diverso. Perché quando la medicina non poteva curare le infezioni, né tantomeno prevenirle, e quando la maggioranza della gente era povera, malnutrita e ignorante, non solo si moriva di cose che oggi non ci fanno la minima paura. Ma si rischiava anche di diventare brutti e deformi, e si era circondati da altri brutti e deformi. E non è stata la cosmesi o l’architettura a migliorare il nostro paesaggio. È stata la medicina.

[Silvia Bencivelli, giornalista scientifica, sul suo blog]

One Response to Breve storia della medicina moderna

  1. sesto rasi scrive:

    sante parole.
    Oggi fisicamente stiamo mediamente molto meglio di un tempo. I malesseri che affiorano quindi sono di altra natura. Anche perché, come scriveva l’impagabile Charles Bukowski “ragionamenti profondi possono portare ad errori profondi”.
    Ma purtroppo c’è il cosiddetto “bias di focalizzazione”: uno sta male e pensa di poterlo risolvere tenedosi in forma. Cioè sopravvaluta l’importanza della sua forma fisica anche dopo averla già avvicinata al suo asintoto.
    Io sono decisamente sportivo. Aumenta l’autostima, è occasione di socialità, ti porta a non aver troppa paura di procurarti qualche ammaccatura, di far troppa fatica fisica, ti fa andare in giro per mari laghi e monti più di quanto un sedentario nemmeno potrebbe immaginarsi. Ma anche in questi ambienti trovo spesso gente che ci si ficca dentro come in una via di fuga.

    Non parliamo poi del fitness commerciale, spesso variante mascherata dello shopping: una cosa che mi fa ringhiare come un rottweiler è sentire l’abuso del verbo “coccolare” da parte dei venditori di questi servizi (mangiare biologico come effetto placebo, andare in palestra o in un centro di sauna e massaggi). Non ne contesto l’utilità in assoluto, ma l’illusione che possano fare di qualcuno una persona con un animo molto diverso.

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