La sinfonia europea del carbonio

Sul recente accordo del Consiglio Europeo, che conferma la fermezza dell’Unione Europea nel taglio delle emissioni di carbonio per il 2030.

L’Europa sta prospettando [..] una modifica profonda e radicale della propria economia. Si tratterebbe di passare, nel giro di 30-40 anni, da un’economia basata sui combustibili fossili a una decarbonizzata. [..] Nessun altro paese è tanto temerario da porsi obiettivi del genere. Perché l’Europa lo fa? Perché un’unione di Stati che da anni divergono in merito alle politiche da adottare per far fronte alla crisi economica più violenta mai vissuta da essi, si accordano con una certa facilità su misure che rivoluzioneranno quelle stesse economie? Riteniamo che la risposta si nasconda nella variabile tempo. La decarbonizzazione è questione che riguarda un futuro lontano, mentre il quantitive easing (QE) concerne l’oggi. Gli effetti della prima sono sui futuri elettori, quella del secondo sui presenti. E’ ovvio che poiché solo i secondi votano, oggi, un accordo intorno al QE è impresa titanica, laddove un accordo su una rivoluzione futura è opera agevole.

[Enzo di Giulio su Agienergia, ieri]

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