Scienza, quella vera

La fisica del caffè con la Moka.

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Non solo batterie

Senza terre rare un motore elettrico è più leggero.

[hat tip: Enrico C.]

Dematerializzazione dell’economia: intensità energetica

imagingtheworldScuse sentite ai lettori di questo blog per il ritardo di questo articolo. Quella che doveva essere una semplice disamina sull’intensità energetica dell’economia, forse uno degli indicatori più popolari per l’efficienza energetica, si è rivelata un vespaio. La maggior parte delle considerazioni sull’intensità energetica sono infatti più uno sterile esercizio di aritmetica sconnesso dalla realtà che conclusioni di valore. Questo post cerca di sintetizzare al massimo la questione. Buona lettura, diciamo.

PIL e consumo d’energia. Nella trattazione economica, gli economisti sono tradizionalmente concentrati su capitale e lavoro e, più recentemente, sugli effetti del progresso tecnologico. Secondo alcuni economisti ecologici invece, il consumo di energia dovrebbe essere lo standard primario di valore per la società moderna, per l’ovvio motivo che qualsiasi sistema, umano e non, ha bisogno di energia per funzionare. Su questo presupposto è cresciuta nel tempo l’idea di una società basata sul consumo energetico e le energie rinnovabili. Nel sistema economico moderno, la ricchezza prodotta annualmente è misurata dal Prodotto Interno Lordo (PIL). Da decenni definizione e modalità di calcolo del PIL come misura della qualità della vita sono oggetto di discussione tra gli economisti. Associare il PIL al tenore di vita porta infatti a usare il benessere materiale come indicatore della qualità della vita, con tutto ciò che ne consegue. Tuttavia, nonostante decenni di proteste da parte di ambientalista e decrescisti, ad oggi non è ancora noto un parametro migliore per misurare la qualità della vita e tocca tenerci il PIL.

L’intensità energetica è definita come il rapporto tra consumo di energia primaria e PIL. Definizione alla mano, un valore alto di intensità energetica indica un alto consumo nel convertire l’energia in PIL e, dunque, una bassa efficienza. Una basse intensità energetica al contrario indica una migliore performance economica per unità di energia consumata. Va da sé che l’intensità energetica è da molti considerata una misura attendibile per l’efficienza energetica nella cornice economica nazionale.

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Comunicazione di servizio

Questo blog è rimasto silente per una difficile questione lavorativa. Mille scuse ai lettori. Domani parliamo di intensità energetica e efficienza.

Inventare è facile, produrre no

Su Il Post si parla del prototipo di una nuova batteria di alluminio che si carica in un minuto e dalle aspettative mirabolanti. Commento mai più assennato si trova su wolfstep. Riporto qui sotto l’esempio edificante dell’auto a condensatori. Con la tecnologia delle batterie non va troppo diversamente. A margine, val la pena riflettere sul modello di ricerca di base che si sta sviluppando nelle economie avanzate, ove si costringono ricercatori e accademici a re-inventarsi nel marketing delle comunicazioni e uscire a giorni alterni con annunci di prototipi rivoluzionari per accaparrarsi i fondi disponibili. Più ricadute pratiche più quattrini, alla faccia della ricerca di base.

Il punto e’ che di invenzioni geniali in fase di prototipazione e’ pieno il mondo. Qualsiasi coglione puo’ produrre un prototipo funzionante di automobile a condensatori ceramici. Si prende la solita Panda 4×4, degli studenti che amano la meccanica e zac, ecco che abbiamo fatto l’auto elettrica economica con i condensatori ceramici come batteria.

Poi pero’ arrivano i certificatori della sicurezza e scoprono che no, mettere i motori nelle ruote e usare cavi per portare energia produce il rischio di inchiodamento della ruota stessa. Quindi occorre rimettere l’albero di trasmissione e un motore centrale, cioe’ ri-mettere quei 100kg di ferro che avevamo tolto. E gia’ l’autonomia scende.
Poi arrivano quelli che controllano la tenuta di strada e dicono che no, comunque la coppia di un motore elettrico va gestita diversamente, che non dobbiamo girare dentro il cortile dell’universita’, ma per le strade e per le autostrade. Quindi metti pure dei limitatori e non attaccare il pedale dell’acceleratore ad un reostato.
Poi arrivano i certificatori del crash test, e hanno dei pregiudizi verso condensatori capaci di fulminare qualsiasi soccorritore si avvicini dopo un incidente.

Alla fine, quando abbiamo finito di trasformare il prototipo in un’auto, scopriamo che della nostra Panda a condensatori ceramici rimane una cosa che ha autonomia di 3 metri e velocita’ massima di 1 km all’ora.

Che fine ha fatto il nucleare

Dicono che il 2014 sia stato l’anno record della produzione di reattori nel mondo.