Inventare è facile, produrre no

Su Il Post si parla del prototipo di una nuova batteria di alluminio che si carica in un minuto e dalle aspettative mirabolanti. Commento mai più assennato si trova su wolfstep. Riporto qui sotto l’esempio edificante dell’auto a condensatori. Con la tecnologia delle batterie non va troppo diversamente. A margine, val la pena riflettere sul modello di ricerca di base che si sta sviluppando nelle economie avanzate, ove si costringono ricercatori e accademici a re-inventarsi nel marketing delle comunicazioni e uscire a giorni alterni con annunci di prototipi rivoluzionari per accaparrarsi i fondi disponibili. Più ricadute pratiche più quattrini, alla faccia della ricerca di base.

Il punto e’ che di invenzioni geniali in fase di prototipazione e’ pieno il mondo. Qualsiasi coglione puo’ produrre un prototipo funzionante di automobile a condensatori ceramici. Si prende la solita Panda 4×4, degli studenti che amano la meccanica e zac, ecco che abbiamo fatto l’auto elettrica economica con i condensatori ceramici come batteria.

Poi pero’ arrivano i certificatori della sicurezza e scoprono che no, mettere i motori nelle ruote e usare cavi per portare energia produce il rischio di inchiodamento della ruota stessa. Quindi occorre rimettere l’albero di trasmissione e un motore centrale, cioe’ ri-mettere quei 100kg di ferro che avevamo tolto. E gia’ l’autonomia scende.
Poi arrivano quelli che controllano la tenuta di strada e dicono che no, comunque la coppia di un motore elettrico va gestita diversamente, che non dobbiamo girare dentro il cortile dell’universita’, ma per le strade e per le autostrade. Quindi metti pure dei limitatori e non attaccare il pedale dell’acceleratore ad un reostato.
Poi arrivano i certificatori del crash test, e hanno dei pregiudizi verso condensatori capaci di fulminare qualsiasi soccorritore si avvicini dopo un incidente.

Alla fine, quando abbiamo finito di trasformare il prototipo in un’auto, scopriamo che della nostra Panda a condensatori ceramici rimane una cosa che ha autonomia di 3 metri e velocita’ massima di 1 km all’ora.

4 Responses to Inventare è facile, produrre no

  1. Erix scrive:

    Pienamente d’accordo con wolfstep, sia sul gioco di immagine delle università che sulle fonti dell’innovazione produttiva.
    L’accademia, al contrario di ciò che i politici pensano, ha un ruolo utile soprattutto nella ricerca di base e dovrebbe tenersi lontano da quella applicata, dove in genere si tratta di sporcarsi le mani lavorando più come Edison che come Einstein.

  2. Defcon70 scrive:

    Per fortuna ora la faccenda sembra smorzata, ma vi ricordate tutto l’inchiostro e soprattutto i byte spesi in rete per la propaganda sul retrofit elettrico di veicoli nati endotermici durante i 4-5 anni attorno al 2010?
    C’avreste mai portato vostro figlio a scuola su un veicolo del genere?

    • Filippo Zuliani scrive:

      Non essere cattivo, Def. :)

      • Defcon70 scrive:

        Non mi pare di esserlo stato (cambio solo ‘propaganda’ con ‘promozione’, vah!): seguii, da spettatore ma con una certa attenzione, la messa in commercio di quei retrofit in quegli anni e di ‘certificatori di sicurezza… della tenuta di strada… di crash test’ non se ne vedeva neppure l’ombra.
        La questione era sensibile perché, a compensazione delle inevitabili difficoltà di ingegnerizzazione, per aumentare l’autonomia i veicoli svuotati dalla componentistica dell’endotermico venivano riempiti di celle al Litio in ogni interstizio, aumentando parecchio il rischio d’incendio in caso di incidenti anche lievi.

        Non ho mai criticato alla base l’idea: era un modo per aumentare la vita utile dei veicoli e risparmiare risorse ed energia per la loro costruzione, ma i tentativi mancavano completamente di un approccio industriale serio che si facesse anche carico di tutti gli aspetti di tutela del conducente, dei passeggeri, di quelli di altri veicoli, dei soccorritori in caso di incidente, ecc., proprio come evidenziavi nel tuo articolo.

        In ogni caso i problemi potenziali sono rimasti tali visto che il più famoso di questi kit per la Smart (in Italia) costava installato oltre 24.000€ e nel 2011-12 ci pensò l’industria automobilistica a azzerare ogni velleità progettando e costruendo veicoli elettrici che nuovi costavano cifre inferiori.

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