Comunicazione di servizio

Questo blog è rimasto silente per una difficile questione lavorativa. Mille scuse ai lettori. Domani parliamo di intensità energetica e efficienza.

4 Responses to Comunicazione di servizio

  1. Robo scrive:

    Scusa la richista anomala Filippo ma se hai tempo e voglia mi piacerebbe parlare con te di questo post di jacopo http://ugobardi.blogspot.it/2015/04/la-terza-ganascia-dellinsostenibilita.html
    La logica degli argomenti la trovo plausibilissima ma mi sembra talora una costruzione intellettuale ad hoc, ma non ho le conoscenze tecniche per fare valutazioni. Ciao e grazie.

    • Filippo Zuliani scrive:

      Ciao Robo, ho letto il post. Considerazioni:
      1) la legge di Tainter non ha fondamento scientifico dimostrato.
      2) l’insostenibilita’ della complessita’ crescente fa la solita confusione tra complessita’ e entropia (sic!) ed e’ una derivazione del mito del passato aureo, quando le cose erano semplici e migliori (e si moriva di una banale polmonite).
      3) che una complessita’ crescente sia insostenibile e’ opinabile. I sistemi biologici, per dire, sono passati da semplici catene di amminoacidi a cromosomi in doppia, tripla e quadrupla replica dalla complessita’ decisamente maggiore e hanno rimpiazzato le varianti piu’ semplici grazie a una maggiore specializzazione (l’altra faccia dell’efficienza, spesso trascurata).
      4) il parallelo informazione-entropia di Jacopo e’ una incorretta applicazione della legge di Shannon. Lo feci notare tempo fa. Su corbellerie tipo la curva di Seneca (ri-sic!) taccio per carita’ di patria.
      5) la redistribuzione piu’ equa della ricchezza, per quanto incontri il favore etico, fa confusione tra sostenibilita’ dei flussi fisici e sostenibilita’ della societa’ umana, cioe’ tra vivere meglio e vivere e basta. La tirata anti-capitalista americana è vecchia come il Club di Roma.
      6) I fautori della crescita anti-economica, o decrescita che dir si voglia, devono ancora spiegare chi dovrebbe decidere chi e’ autorizzato a consumare cosa e quando, e come si dovrebbe comporre (e controllare) questo organo di governo dal potere enorme per definizione.
      7) il mondo non finira’ domani.

      Insomma, sempre la stessa fuffa ripetuta a memoria per i gia’ convinti. Niente di nuovo.

  2. Robo scrive:

    Innanzitutto ti ringrazio per l’attenzione che mi hai dato. Purtroppo non capisco, nè, penso, potró mai farlo, la questione dell’entropia che credo abbia una sua rilevanza. Sulla complessità ero perplesso perché mi sembrava scienza politica e non scienza; mancano parametrizzazioni e se anche quel modello di curva fosse realtà, come facciamo a sapere in quale punto della curva siamo? Per onor del vero devo dirti che Jacopo non é affatto un anti-american-capitalista, solo un pessimista (ma lui direbbe realista) e spera di sbagliarsi. Non è affatto un indottrinato tout court. Talora mi viene da pensare che certe valutazioni ad ampio respiro, e quindi intrinsecamente(?) indimostrabili con strumenti scientifici, andrebbero fatte anche in assenza di certezze misurabili, almeno per cercare di proporre soluzioni ad un andazzo, lo dici anche tu, probabilmente insostenibile nel lungo periodo. Che mi dici? (se hai ancora voglia di colloquiare con me).

    • Filippo Zuliani scrive:

      Il problema dei seguaci del Club di Roma e’ che riducono migliaia di anni di dinamiche umane, tutte, solamente alla disponibilita’ di risorse naturali. Essi creano cosi’ un modello semplicistico rigorosamente unidimensionale solo la disponibilita’ di risorse naturali spiega tutto. Non e’ cosi’. Per definizione, la realta’ in cui siamo calati e’ multidimensionale, il che rende difficile fare predizioni a cosi’ ampio respiro senza scadere nella speculazione o nel catastrofismo ahime’ tipico del pensiero occidentale da secoli a questa parte (basti pensare al mito dell’Apocalisse, ad esempio).

      Personalmente la migliore risposta che ho trovato alla tua domanda e’ questa: “è possibile produrre i cambiamenti richiesti con la velocità necessaria? La risposta più ragionevole è che la specie umana è gia’ stata sottoposta a prove simili di adattabilita’ e sembra avere una capacità congenita a risolvere i suoi problemi, nonostante una quantità variabile di guai. Conoscere in anticipo la ricetta completa per il cambiamento è irragionevole. Possiamo solo specificare le qualità umane necessarie: pazienza, flessibilità, intelligenza”.

      Questo scriveva John von Neumann, uno dei padri della fisica quantistica, nel lontano 1955. Mai parole furono piu’ sagge.

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