Quegli import dalla Cina

L’Europa protesta, almeno in parte, per la concorrenza sleale degli import cinesi.

Come siamo messi con l’idrogeno

Non bene, almeno secondo ADEME (l’Agenzia per l’Ambiente e l’Energy Management in Francia). I problemi da risolvere sono ancora molti e soluzioni a breve termine non se ne vedono.

Un primo problema coinvolge il grado di maturità della filiera di produzione dell’idrogeno. Ademe ricorda che il metodo più diffuso e maturo di produzione dell’idrogeno è oggi lo steam reforming da gas naturale, una soluzione tecnologica che coinvolge una fonte fossile climalterante, appunto il gas. La produzione da elettrolisi è usata a livello industriale e si applica solo agli impianti con una produzione piccola (inferiore a 200 tonnellate l’anno, contro le oltre 100.000 tonnellate degli impianti di steam reforming). La produzione biologica da alghe o batteri è invece ancora in una fase sperimentale.

[continua su QualEnegia, qualche giorno fa]

La lunga strada di Fukushima

Decommissioning the Fukushima plant is estimated to take 30-40 years, during which time the plan may be drastically revised. But the experience will be useful, allowing researchers to gather data on the debris and radiation in surrounding areas. This will help them analyze the cause of the accident in detail and help prevent a repeat.

[da Asian Nikkei Review, hat tip: Enrico C.]

Favori ai petrolieri

In Venezuela il prezzo della benzina aumenterà del 6.000 per cento.

Bel tempo

Dicono che in Italia manca l’acqua.

Strana correlazione

Un’incognita che sta destando sempre più preoccupazioni è la strana correlazione che da inizio anno sembra legare l’andamento dei prezzi del greggio a quello delle Borse. Una simile correlazione metterebbe in dubbio l’assunto che i benefici per l’economia globale derivanti da un petrolio ultra-economico (spinta espansiva di consumi ed investimenti), siano maggiori dei relativi costi (disinflazione, caduta dei paesi produttori), così come sperimentato in passato.

[Filippo Clô su Newsletter GME, oggi]

Liberalizzare, liberalizzare, liberalizzare… o no?

Sull’Osservatorio Energia di qualche giorno fa si trova un valevole articolo di Andrea Renzulli sul tema della liberalizzazione del mercato elettrico. Ivi si fa notare come la complessità operativa del mercato elettrico renda necessaria la presenza di un operatore che garantisca continuità e sicurezza del funzionamento, onde evitare di restare al buio. In Italia quell’operatore è Terna. Come operatore garante di sistema, Terna agisce di fatto in condizioni di monopolio ed è sottoposto a regolazione economica da parte del potere pubblico – in Italia AEES, GSI e MiSE – per evitare speculazioni di natura monopolista.

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Onde gravitazionali, fisica e buchi neri

Luca Perri, fisico e dottorando all’Università dell’Insubria e all’Osservatorio di Brera ha dato la miglior risposta al mantra del “ma a me cosa serve?” dopo la scoperta delle onde gravitazionali. Alla portata di tutti. Buona lettura, diciamo.

Procederò con ordine e calma interiore.

– 1,3 miliardi di anni fa, dopo un bel balletto a spirale, un buco nero (una cosa invisibile perché risucchia tutto, luce compresa) la cui massa era 29 volte quella del Sole si è “fuso” con uno di 36 volte la massa solare. Tutto questo ha dato origine ad un bucone rotante di 62 masse solari. Ma 29+36=65, quindi che fine ha fatto la massa rimanente? È stata convertita, in una frazione di secondo, in onde gravitazionali. Immaginando lo spazio-tempo come l’acqua di uno stagno, il processo è stato simile alla formazione di increspature circolari sulla superficie a seguito della caduta di un sasso. Solo che stavolta il processo ha avuto un picco la cui potenza era 50 volte quella di tutte le stelle dell’Universo visibile.

– 100 anni fa, nel 1916, un sociopatico dall’aspetto simpatico e tutto sommato intelligente, tale Albert Einstein, pubblica una teoria all’apparenza astrusa ed insensata. Fra le altre cose, prevede che la luce possa essere influenzata dalla gravità, spianando la strada verso la nascita dell’idea di buco nero. La teoria prevede inoltre l’esistenza di onde gravitazionali, capaci di deformare lo spazio-tempo. Non solo: le sue equazioni ne descrivono per bene il comportamento. Un po’ come se io prevedessi che il lardo di Colonnata curerà il cancro, e vi dicessi anche nello specifico in che modo. Io sono esperto di suini tanto quanto Einstein lo era di fisica, quindi secondo me dovreste fidarvi della mia previsione e basta. So però che non lo farete, e vorrete verificarlo, prima di regalarmi la gloria e la fama eterna. Anche i fisici non si fidarono di Albert. Grazie al cielo, la Scienza funziona così. Se però un consiglio lo volete accettare, il lardo è tutta salute.

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Sul record di investimenti in rinnovabili

Questo blog riemerge da un periodo di silenzio causa superlavoro e studi universitari in Data Science. Grazie a tutti per essere ancora qui, diciamo.

moneyIl crollo del barile non ferma le rinnovabili. Nel 2015 le fonti energetiche rinnovabili hanno fatto registrare un nuovo record. Questi sono i titoli che hanno affollato le prime pagine di quotidiani e blog a sfondo ambientale, a seguito del report 2015 diffuso da Bloomberg New Energy Finance (BNEF). Certa è la gioia per ambientalisti e manager di investimenti in rinnovabili per il successo dei loro asset, ma uno sguardo più ravvicinato della situazione solleva alcuni interrogativi non da poco. Ma andiamo con ordine.

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Onde gravitazionali

Dicono siano state scoperte.