Politica e trivelle

Oggi trovate su Il Post una guida ai pro e contro sul referendum sulle trivellazioni prossimo venturo. Questo di seguito, invece, lo trovate scritto sul sito nazionale del coordinamento no triv, maiscuole incluse:

Il voto del 17 Aprile è un voto immediatamente politico, in quanto, al di là della specificità del quesito, residuo di trabocchetti e scossoni, esso è l’UNICO STRUMENTO di cui i movimenti che lottano da anni per i beni comuni e per l’affermazione di maggiori diritti possono al momento disporre per dire la propria sulla Strategia Energetica nazionale che da Monti a Renzi resta l’emblema dell’offesa ai territori, alle loro prerogative, alla stessa Costituzione italiana

In pratica, e per stessa ammissione dei comitati ambientalisti promotori, come all’epoca del referendum sul nucleare e sull’acqua pubblica, di nuovo si impegnano i cittadini in temi di natura squisitamente tecnica, abusando dell’istituto giudirico referendario per far passare un messaggio politico. Questo, senza farsi scrupolo di messaggi volutamente manipolatori e reazioni emotive indotte. Una volta i referendum si indicevano su questioni come l’aborto, e per lanciare messaggi politica c’erano sempre le elezioni. Pensa te.

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