Usi localmente indesiderati

Il fenomeno [NIMBY, ndFZ] non è nato in Italia, come gli acronimi inglesi rivelano. Ma una volta comparso sulla nostra scena è riuscito ad attecchire in modo floridissimo, fino a diventare onnipresente da un capo all’altro della penisola. Perché? La diffusione della sindrome NIMBY [..] è il frutto della congiunzione di due fattori che sono particolarmente sviluppati in Italia: [..] l’arroganza aggressiva del potere, e la chiusura difensiva delle comunità locali.

[da RiEnergia, qualche giorno fa]

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3 Responses to Usi localmente indesiderati

  1. sesto rasi says:

    Il potere centrale pecca spesso di un qualcosa più vicino all’ottusità che all’arroganza. Ma l’articolo a mio avviso è troppo indulgente con le comunità locali, che spesso e volentieri giocano furbescamente la partita, fingendosi innanzitutto preoccupate per la conservazione del loro ambiente, ma sotto sotto con la mimetizzata volontà di alzare il più possibile la posta degli oneri di compensazione. Il risultato frequente è che la corda si spezza, e anche loro restano con un pugno di mosche in mano.
    Sia chiaro, non nego che spesso arrivi dall’alto il tentativo di imporre opere strategicamente sbagliate, o comunque che non valgono la ridiscussione di equilibri locali che si portano dietro. Ma quella del “mi dovete dare un sacco di roba sennò vi blocco” è ormai una manfrina automatica.

  2. Lurens says:

    Nell’analisi dell’approccio italiano alle grandi opere, però, manca completamente il riferimento alla politica di ogni colore che cavalca le contestazioni per cercare un pugno di voti ed una visibilità momentanea, per poi cambiare idea (o peggio far finta di nulla) una volta che si sono ottenuti i voti, o comunque si passa al potere. Geograficamente interessato alla Valle di Susa ho potuto osservare negli ultimi 25 anni tutti i vari gradi di proteste,ma purtroppo non ho avuto l’idea di mantenere un registro delle varie contestazioni e della relative evoluzione (no camion nei paesi -> no autostrada -> no tav ) e dei vari personaggi che le hanno di volta in volta cavalcate, disconosciute, dimenticate a seconda dei risultati elettorali. sarebbe stato antropologicamente molto interessante

  3. Stefano says:

    Penso che nel mondo occidentale la logica di imporre, ingannando o corrompendo, qualcosa a qualcuno sia finita (forse resiste ancora nel neocolonialismo in Africa).
    La logica NIMBY porterà ad impianti/industrie di piccole medie-dimensioni, con costi più alti (mancando l’economia di scala); scompariranno alcune tecnologie invasive (nucleare, carbone, siderurgia) che verranno svolte nei paesi in via di sviluppo; si guadagnerà sulle servitù (passaggi di reti energetiche o infrastrutture per altre aree del paese).
    Alcune zone si arricchiranno, altre si impoveriranno. Le zone più povere potranno contrattare sul prezzo del loro sfruttamento, come per lo shale gas o le pipeline in USA. O accogliendo depositi (vedi USA e Francia) e rifiuti.
    La scienza e gli esperti non serviranno più perché si troverà sempre qualcuno che sosterrà una qualsiasi tesi, anche opposte.
    La logica e la solidarietà scompariranno.
    Questo è il mercato, bellezza !

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