La motorizzazione nel mondo

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Piccola chiosa sulla TAV

Sulla TAV Torino-Lione, molto è stato scritto, qualcosa anche su questo blog. Sulla sostenibilità energetica si è qui scritto già qualche mese fa, mentre l’aspetto strategico-economico dell’opera è stato puntualizzato dal bravo Terenzio Longobardi su iMille-magazine pochi giorni fa. Dal punto di vista puramente numerico non v’è molto altro da aggiungere. Poi, siccome la certezza matematica del domani non l’ha nessuno, è sempre importante mettere i numeri in prospettiva.

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Dove il mercato non arriva

Che l’era del picco del petrolio o, meglio, del petrolio a caro prezzo sia qui per restare è un dato di fatto ormai accettato dal mondo intero, fatta eccezione per qualche raro ottimista comunque in via d’estinzione. Gran parte della produzione mondiale di petrolio viene da pochi giacimenti petroliferi giganti che stanno rapidamente invecchiando: Ghawar (Arabia Saudita), Kirkuk (Iraq), Cantarell (Messico) e Burgan Maggiore (Kuwait). I nuovi giacimenti scoperti negli ultimi dieci anni non vanno nemmeno vicini a quelli vecchi. La produzione petrolifera di Norvegia, Messico e Regno Unito, inoltre, è in diminuzione da tempo. Per limiti geologi o economici poco importa: quel che importa è che l’era del petrolio “facile” è finita.

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Amministrazione pubblica

Perchè durante le recenti rivolte degli autotrasportatori in Italia si è parlato relativamente poco del costo del carburante? Presto detto, perchè del problema se ne erano già occupati i passati governi:

La pubblica amministrazione corrisponde alle aziende del comparto autotrasporto un benefit che ha l’obiettivo di compensare i forti incrementi di costo dei carburanti connessi a variazioni di accisa e di aliquota Iva. [..] I nostri governanti hanno deciso di varare politiche capaci di tutelare i nostri camionisti; è più importante far viaggiare l’autocarro che porta il latte al supermercato che far viaggiare l’automobile con la quale il sottoscritto se ne va a spasso. E quindi potrebbe essere considerata una scelta condivisibile: quando le risorse diventano scarse, devi decidere come usarle; gli impieghi vitali vengono prima di quelli voluttuari. Condivisibile o meno che sia, questa è la scelta fatta finora in Italia.

[Da Far di Conto, ieri]

Convertiamo l’Italia!

Una conversione elettrica, of course, delle auto con motore convenzionale in elettriche. Dicono sia molto vantaggioso tanto che, in questi tempi di caro-benzina, si sta passando alla fase di industrializzazione diffusa del kit di conversione elettrica omologato.

Trasporto urbano intelligente

Da molti anni, quasi tutte le città mondiali sono impegnate coi problemi del trasporto urbano ben noti a tutti: crescente congestione per aumento dei veicoli privati, problemi di sicurezza, inadeguatezza delle infrastrutture per mancanza di fondi e aumento dell’impatto ambientale (emissioni, energia, materiali). In breve, le grandi città sono fortemente dipendenti dal trasporto. Il trasporto, a sua volta è fortemente dipendente dal petrolio. Se poi nevica, come in questioni giorni, è un casino. Spero di non far offesa a nessuno se scrivo che agli ambientalisti le grandi città generalmente piacciono poco. Aggiungete il picco del petrolio, con un combustibile sempre più raro e costoso, e avete il mix perfetto per gli ambientalisti catastrofisti che prevedono (o sperano) il collasso delle città nel futuro prossimo.

Uno dei dibattiti più feroci e longevi è proprio quello sul tema del trasporto nelle grandi città che, in parole semplici, si riassume così: è possibile una città dove il trasporto avviene senza o con pochissime auto, tramite una rete di trasporto pubblico efficace e economicamente sostenibile?

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Effetto Monti

Dopo mille polemiche, i cantieri della TAV Torino-Lione dovrebbero partire l’anno prossimo, col nuovo progetto low-cost. Mentre la Francia gongola, l’Italia chiede a Bruxelles di finanziare l’opera al 40%.