Mobilità nell’era del picco del petrolio

Dove troveremo il petrolio necessario a far camminare un parco auto di centinaia di milioni di autoveicoli, che oltretutto aumenta di svariati altri milioni l’anno? Contrariamente alla vulgata comune, che vuole i costruttori d’auto sordi al picco del petrolio e cocciuti adepti del business-as-usual, i carmakers sono ben consci del problema dell’esaurimento dei combustibili fossili. Nonostante le vendite sul mercato siano ancora basate per il 95 per cento su veicoli a benzina e diesel, alcune delle soluzioni possibili per la mobilità nell’era del post-picco sono già in campo, seppur poco evidenti. All’ultimo Motor Show di Francoforte si sono intravviste tecnologie e strategie che, da qui a fine decennio, acquisteranno probabilmente un’importanza sempre maggiore. Ne avevamo parlato di sfuggita molti mesi fa, quando questo blog era ancora giovane. Ora vediamole meglio, alla luce di quanto visto a Francoforte.

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Marchionne e il futuro dell’auto

il mio articolo per iMille

Diciamolo, Marchionne non è probabilmente una tra le persone più amate in italia. Sono molte le scelte dell’amministratore delegato di Fiat che hanno fatto discutere: il referendum di Mirafiori, la partecipazione in Chrysler, i SUV, solo per citare i più recenti. Ma la scelta che da sempre rende perplessi, e fa generalmente inalberare, gli ambientalisti italiani è la sua visione sul futuro dell’auto, quando il petrolio sarà scarsamente reperibile o troppo costoso. Mentre il mondo dell’auto guarda all’elettrico con sempre maggiore interesse e i Motor Show mondiali sono invasi da concept car di veicoli elettrici, Marchionne non perde occasione per esprimere dubbi sul presente e il futuro dell’auto elettrica.

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