Quanto vende l’auto elettrica /2

Considerate le solite Nissan Leaf e Chevrolet Volt (Opel Ampera nella sua incarnazione europea), campioni della categoria, i numeri dicono in America sono state vendute circa 5000 Leaf e 3000 Volt dall’inizio dell’anno. Tante? Poche? La Toyota Prius vendette circa 6000 vetture nel suo primo anno di vita. Oggi, dopo 10 anni, il totale di vendite mondiali di Prius ha raggiunto e oltrepassato quota 2 milioni, che fa mediamente 200mila vetture all’anno, prevalentemente in Giappone. D’altra parte, nella sola Italia, nel 2011 FIAT ha venduto 80mila Punto su mercato che immatricola ogni anno circa 2 milioni di auto.

L’auto elettrica ha ancora una lunga strada davanti a sè.

Il problema dell’auto elettrica

Dopo mille milioni di auto a benzina, Top Gear prova finalmente l’auto elettrica – Nissan Leaf e Peugeot iOn – con il consueto humour inglese. Su Top Gear non fanno mistero di preferire i classici motori a combustione interna, ma l’auto elettrica non esce comunque bene dalla prova per il solito problema dell’auto elettrica: la batteria. Alle obiezioni di Nissan sulla bontà della prova – una scampagnata per andare al mare – su Top Gear rispondono semplicemente riassumendo l’esito finale:

1) Electric cars are still very expensive.
2) The recharging infrastructure is patchy.
3) The range readout varies enormously, unlike the information given by a petrol gauge.
4) The Leaf is a very good car per se, and there’s nothing wrong with electric motors, but the battery, in our view, remains the Achilles’ heel of the whole package.

Buona visione. Vi suggerisco comunque di guardare l’episodio completo.

Quanto vende l’auto elettrica

Ancora poco. La Leaf di Nissan-Renault, Car of the year 2011 e campione della categoria, dall’inizio dell’anno ha venduto solamente 1.000 esemplari. Con un però: 500 dei 1.000 veicoli sono stati venduti nel solo mese di aprile.

Mobilità alternativa nell’era del post-picco

Nonostante la dimensione del mercato dei veicoli alternativi sia ancora piccolo rispetto al tradizionale mercato dei veicoli a benzina, i costruttori d’auto vi stanno ponendo molta della loro attenzione. Il numero di modelli di auto a propulsione alternativa (elettrica, ibrida, ibrida plug-in) è aumentato rapidamente negli ultimi anni. Nel 2009 i modelli disponibili sul mercato americano erano 31. Nel 2011, due anni più tardi, siamo arrivati a 55 e si prevede di raggiungere i 159 modelli nel 2016. Ciononostante, gli esperti del solito JDPower continuano a restare scettici sulle prospettive di vendita dei veicoli a propulsione alternativa. Le loro previsione sono che nel 2016 si arriverà solamente un 8% del totale, nonostante il numero di veicoli a propolusione tradizionale presenti sul mercato (290) non sarà troppo diverso.

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JDPower ci ripensa?

Qualche tempo fa JDPower, la bibbia dei carmakers, aveva reso noti i risultati del suo studio di settore “Drive Green 2020: more hope than reality?” in cui sosteneva che la quota di mercato delle auto elettriche non avrebbe superato il 10% entro il 2020. Le motivazioni erano: sindrome da “serbatoio vuoto”, costo eccessivo e mancanza di infrastruttura di ricarica.

Oggi, a distanza di un anno, esce un nuovo studio di settore di JDPower sullo stesso argomento e, sorpresa, la quota di mercato rimane sempre il 10% ma il 2020 è diventato 2016. Le motivazioni sono sempre uguali, ma l’impennata del prezzo del petrolio e la guerra in Libia hanno probabilmente dato a JDPower un’ottica diversa. Alcuni lo chiamano anche picco del petrolio. Certo, non è mai troppo tardi per gli economisti che volessero considerare i concetti di risorse finibili e rischio di ricerca nei loro ragionamenti. Purtroppo pare che sia impresa davvero ardua.

Marchionne e il futuro dell’auto

il mio articolo per iMille

Diciamolo, Marchionne non è probabilmente una tra le persone più amate in italia. Sono molte le scelte dell’amministratore delegato di Fiat che hanno fatto discutere: il referendum di Mirafiori, la partecipazione in Chrysler, i SUV, solo per citare i più recenti. Ma la scelta che da sempre rende perplessi, e fa generalmente inalberare, gli ambientalisti italiani è la sua visione sul futuro dell’auto, quando il petrolio sarà scarsamente reperibile o troppo costoso. Mentre il mondo dell’auto guarda all’elettrico con sempre maggiore interesse e i Motor Show mondiali sono invasi da concept car di veicoli elettrici, Marchionne non perde occasione per esprimere dubbi sul presente e il futuro dell’auto elettrica.

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Scelte difficili

Obama ha recentemente proposto di metter fine alle sovvenzioni per il retrofitting dei veicoli (programma “clean diesel”, diesel pulito) e per i veicoli a idrogeno, stimolando invece di più il mercato delle auto elettriche.

In accordo col budget a disposizione della Casa Bianca, di questi tempi limitato, Obama vuol assicurarsi che i fondi a disposizione siano sufficienti per mettere in strada un milione di veicoli elettrici entro il 2015 come già dichiara da tempo, raddoppiando nel frattempo anche la quota di elettricità ottenuta dalle rinnovabili.

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