Perfida Albione /2

Qualche settimana fa il governo italiano in carica propose di ridurre la bolletta energetica italiana tramite il Decreto Legge n.91, principalmente tramite lo spalma–incentivi del solare fotovoltaico, in cui si rinegoziava unilateralmante il periodo di incentivazione spalmandolo su più anni senza compensazione. Addirittura l’Ambasciata britannica intervenne per chiedere di modificare la norma, cosa puntualmente non avvenuta.

E’ di qualche giorno fa la ricerca degli olandesi di Solarplaza che rivela, finalmente, chi possiede cosa nel mercato degli asset fotovoltaici europei. Va da sè che la mappatura degli incentivi incassati, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, probabilmente non è distante. L’infografica di Solarplaza la trovate sotto sotto.

Orbene, il primo possessore di impianti FV in Italia è RTR Energy, con quasi il 2% dell’intera base installata italiana. Azienda acquistata tempo fa dalla Private Equity firm Terra Firma, chi indovina a che nazione fa riferimento Terra Firma vince una foto autografa di questo blog con spilletta.

infoFV

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Perfida Albione

Lo scorso 24 Giugno, il Governo ha emanato il Decreto Legge n.91 contenente alcune misure per ridurre la bolletta energetica delle PMI e promuovere la crescita economica in Italia. Tra queste, il famigerato spalma–incentivi del solare fotovoltaico, di cui parlammo già due mesi fa su questo blog (mi si perdoni l’autocitazione):

La misura più corposa e interessante è certamente quella sul solare fotovoltaico, che ne rinegozia retroattivamente i generosissimi incentivi accumulati fin qui tramite cinque Conti Energia (oggi stiamo a 6.6 miliardi di euro all’anno): “Si propone di allungare obbligatoriamente il periodo di incentivazione da 20 a 25 anni senza riconoscere alcun tasso di interesse, gettito previsto (700-900 M€)”. Non è difficile prevedere le contenute ire dei sostenitori delle rinnovabili loro malgrado per una misura che, va detto, fa a pezzi lo stato di diritto, sacrificato sull’altare dell’insostenibilità economica di incentivi dissennatamente allocati e concessi per anni.

Il Governo italiano ha dichiarato la sua disponibilità a negoziare le richieste delle associazioni nel periodo di 60 giorni per la conversione in legge del decreto. Richieste puntualmente arrivate, alcune davvero pungenti:

L’ultimo intervento arriva addirittura dall’Ambasciata britannica, che nei giorni scorsi ha scritto al Senato per chiedere di modificare la norma: “Qualora le misure proposte venissero ratificate nella loro forma attuale, ritengo che diventerebbe più difficile assolvere ad uno dei nostri obiettivi principali: convincere investitori esteri ad investire in progetti infrastrutturali e di sviluppo in Italia”, scrive l’ambasciatore.

Quest’ultima tenetela buona, nel caso qualcuno chiedesse chi sono i maggiori beneficiari dei 6.6 miliardi di incentivi al fotovoltaico pagati ogni anno dal Governo italiano.