Diesel e iniezione diretta a benzina

E’ noto a tutti che le auto americane non sono generalmente le più efficienti quando si parla di consumi.

Dieci anni fa, la fabbrica di Ford Motors del Wayne sfornava SUV giganti come Expedition e Navigator, che percorrevano 12 miglia al gallone (5 km/litro) ed era una delle fabbriche di auto più redditizie al mondo. Oggi, dopo un rinnovamento costato 550 milioni di dollari, lo stesso impianto rappresenta una Detroit diversa: più verde, veicoli più piccoli e basso consumo energetico.

Obama sta innalzando i limiti del consumo: obbiettivo 35.5 mpg (15 km/litro) per il 2016, passando per i 30.1 mpg (12.75 km/litro) del 2012 e i 27.3 mpg (11.55 km/litro) del 2011. Un programma ambizioso.

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Meglio tardi che mai

Lo start-stop è un sistema per automobili che, quando il veicolo si ferma, spegne automaticamente il motore e lo riavvia solo al momento di ripartire, risparmiando carburante ed emissioni.

Questo sistema è vantaggioso soprattutto per la guida cittadina, quando il veicolo passa una notevole quantità di tempo in attesa ai semafori o si trova imbottigliato nel classico ingorgo da pendolari, e consente risparmi di carburante ripicamente nell’ordine del 5 o 10 per cento.

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Ogni cosa ha il suo prezzo

I dati di vendita delle auto in Italia nel 2010, anno uno del calendario post-crisi, sempre interessanti:

  • diesel: 46%
  • benzina: 36%
  • GPL: 14%
  • metano: 3.4%
  • ibridi: zerovirgola

Nel 2010, dunque, la quota di mercato di auto a combustibili fossili (diesel, benzina, GPL) è del 96%, il resto va a metano e ibridi.

E’ interessante confrontare questi dati con le vendite del 2009, l’anno della crisi nera del settore. Nel 2009 crollarono le immatricolazioni dei veicoli diesel (-8.5%) e benzina (-5.5%) mentre volarono GPL (+12%) e metano (+2%).

Prima conclusione: il prezzo del carburante è uno dei principali veicoli della percezione di vantaggio economico. Bella scoperta. E poi?

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Nemmeno un’auto sulle strade

Anna Ryden coglie il motivo principale per cui la mobilità come la conosciamo oggi non cesserà nonostante l’approssimarsi della penuria di petrolio:

Sono convinta che useremo grandi quantità di energia meno nobile, come il carbone, per estrarre quantità sempre più piccole del nobilissimo petrolio, semplicemente perché non ce la caviamo senza. Vogliamo credere che non ci sarà neanche un aereo in cielo fra 30 anni? (e nemmeno un’auto sulle strade? ndr)

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