Auto-matica

Si guida da sola a velocità inferiori a 40 km/h. BMW la metterà in vendita nel 2013.

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Mobilità nell’era del picco del petrolio

Dove troveremo il petrolio necessario a far camminare un parco auto di centinaia di milioni di autoveicoli, che oltretutto aumenta di svariati altri milioni l’anno? Contrariamente alla vulgata comune, che vuole i costruttori d’auto sordi al picco del petrolio e cocciuti adepti del business-as-usual, i carmakers sono ben consci del problema dell’esaurimento dei combustibili fossili. Nonostante le vendite sul mercato siano ancora basate per il 95 per cento su veicoli a benzina e diesel, alcune delle soluzioni possibili per la mobilità nell’era del post-picco sono già in campo, seppur poco evidenti. All’ultimo Motor Show di Francoforte si sono intravviste tecnologie e strategie che, da qui a fine decennio, acquisteranno probabilmente un’importanza sempre maggiore. Ne avevamo parlato di sfuggita molti mesi fa, quando questo blog era ancora giovane. Ora vediamole meglio, alla luce di quanto visto a Francoforte.

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Born electric

Secondo molti esperti l’auto elettrica sfonderà sul mercato in tempi brevi per i notevoli vantaggi che presenta, prendendo il sopravvento sulle ormai sorpassate auto a benzina. Altrettanti esperti sono invece convinti dell’esatto contrario – uno su tutti, Marchionne – scommettono sull’avanzamento della tecnologia del motore a scoppio e vedono l’auto elettrica solo come un prodotto di nicchia per ambientalisti insoddisfatti.

Senza girarci troppo attorno, dal punto di vista energetico il problema dell’auto elettrica è l’autonomia garantita dalla batteria. Con un “pieno” elettrico, cioè con la batteria completamente carica, si percorrono circa 120 chilometri, che sono decisamente pochini. A peggiorare le cose la batteria costa una pacca e, allo stato attuale della tecnologia, per fare il “pieno” e caricarla completamente bisogna attaccarsi alla presa della corrente per 8 ore, ammesso che troviate un qualsiasi distributore che ve lo consenta.

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Dieci motivi per andare al Motor Show di Ginevra

il mio pezzo per Il Post

Domani, primo marzo 2011, si aprirà ufficialmente il Motor Show di Ginevra. Ideato e realizzato per la prima volta nel 1905, il Salone dell’auto svizzero ha ospitato quasi tutti i principali modelli della storia dell’automobile, fin dalle auto a vapore dell’inizio del secolo scorso.

Ai vari Motor Show mondiali prendono parte artisti e grandi personaggi del settore. Vengono presentati i modelli più recenti, prototipi, accessori, partnership internazionali, mostre d’auto d’epoca che hanno fatto la storia e, talvolta, perfino dibattiti politici e sociali sul mondo dei motori.

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Il futuro dei motori

Sono appena tornato da un viaggio molto interessante in Scozia, dove ho potuto provare il nuovo motore BMW a quattro cilindri, lanciato sul mercato con lo slogan “la morte del sei cilindri”.

Il nuovo motore 2.0 di BMW combina un turbocompressore twin-scroll ad alta pressione a iniezione diretta con il sistema di controllo Valvetronic. La potenza massima è 240 CV che viene raggiunta a 5mila rpm, 1500 rpm in meno dell’aspirato normale 3.0 a sei cilindri. La coppia massima di 353 Nm, inoltre, entra in funzione già a 1250 rpm. Il che vuol dire 30% di coppia in più rispetto al sei cilindri in linea di cui sopra, maggior potenza del motore a bassi regimi e a erogazione costante fino alla fatidica linea rossa.

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Un nuovo stile per BMW

BMW Vision ConnectedDrive, con sistema multimediale tridimensionale di nuova generazione. La vedremo al prossimo Motor Show di Ginevra (3-13 marzo). Intanto gustatevi il video.

Al salvataggio dell’auto elettrica

E anche gennaio è andato: tempo di bilanci per le vendite dell’auto elettrica.

Questo mese, le vendite di Chevrolet Volt e Nissan Leaf negli USA ammontano rispettivamente a 321 e 87 unità. Un altro buco nell’acqua, dopo i 326 e 10 veicoli venduti a dicembre.

Nei mesi precedenti, gli esperti del settore sono stati quasi monoliticamente concordi nel sostenere che il potenziale di vendita dell’auto elettrica era pesantemente sopravvalutato. Le vendite dei primi due mesi dal lancio, quelli in cui solitamente si concentrano le vendite del primo anno, trainate dall’attesa, sembrano una conferma plastica della previsione.

Per riflettere sulle ragioni di questo flop, lasciando da parte dietrologie e sterili complottismi, bisogna fare un passo indietro, e ripensare alla realtà dell’auto elettrica.

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