Chi paga questa crisi

Certo non il settore della chimica.

La chimica, nelle sue variegate articolazioni, è tutt’altro che in crisi e ciò emerge con chiarezza se ci si libera definitivamente dello stereotipo per cui l’industria chimica si identificherebbe con i grandi comparti di base, quindi essenzialmente con il petrolchimico. Stando agli ultimi dati elaborati da Federchimica, in realtà, sono in crescita settori come quello dei fertilizzanti e degli agrofarmaci (rappresentano il 6% del fatturato dell’industria chimica), quello dei detergenti e cosmetici (oltre il 20%), delle pitture e delle vernici (ca. il 15%), e delle altre specialità chimiche, dentro cui spiccano le performance di colle ed adesivi, delle fibre artificiali e sintetiche, dei nuovi materiali biodegradabili.

[da Linkiesta]

La lettura dell’articolo è altamente sconsigliata agli ambientalisti d’antan e a chi pensa che chimica uguale petrolio uguale inquinamento.

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