Sostenibilità e economia

Il mio articolo per iMille-magazine.

naturalresourcesNonostante decenni di previsioni nefaste di legioni di picchisti, il progresso nelle tecnologie d’estrazione, raffinazione, produzione e distribuzione ha reso possibile e conveniente lo sfruttamento di risorse naturali prima inutilizzabili o economicamente svantaggiose, petrolio su tutti. Intendiamoci, non che le risorse naturali siano infinite. Petrolio, gas e carbone, solo per fare gli esempi più noti, sono destinati a finire entro il secolo corrente qualora il tasso di sfruttamento restasse quello odierno. Gli è che, vuoi per il sistematico e crescente impiego di risorse naturali necessarie a sostenere la crescita economica, vuoi per lo scarso interesse nel mantenimento dei servizi ecosistemici, vuoi per l’annosa questione della mancata contabilizzazione delle esternalità ambientali negative, che il modo in cui produciamo e consumiamo beni e servizi nell’economia produttivista moderna non sia sostenibile è evidente a chiunque. Tuttavia, sebbene la diagnosi sia condivisa, sulla terapia regna ancora il disaccordo più totale. In breve: è possibile coniugare produzione industriale e sostenibilità ambientale? Se sì, come?

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Mobilità nell’era del picco del petrolio

Dove troveremo il petrolio necessario a far camminare un parco auto di centinaia di milioni di autoveicoli, che oltretutto aumenta di svariati altri milioni l’anno? Contrariamente alla vulgata comune, che vuole i costruttori d’auto sordi al picco del petrolio e cocciuti adepti del business-as-usual, i carmakers sono ben consci del problema dell’esaurimento dei combustibili fossili. Nonostante le vendite sul mercato siano ancora basate per il 95 per cento su veicoli a benzina e diesel, alcune delle soluzioni possibili per la mobilità nell’era del post-picco sono già in campo, seppur poco evidenti. All’ultimo Motor Show di Francoforte si sono intravviste tecnologie e strategie che, da qui a fine decennio, acquisteranno probabilmente un’importanza sempre maggiore. Ne avevamo parlato di sfuggita molti mesi fa, quando questo blog era ancora giovane. Ora vediamole meglio, alla luce di quanto visto a Francoforte.

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Dove eravamo rimasti

Eravamo rimasti che in America si sta discutendo dei nuovi standard per l’efficienza delle auto nel periodo 2017-2025 e sulle ripercussioni della decisione per il mercato dell’auto. Le proposte sul tavolo sono due: gli ambientalisti vogliono i 62 mpg (miles per gallon, circa 26 km/l). Il che vorrebbe dire che per il 2025 gli Stati Uniti dovranno dotarsi di un parco auto in circolazione composto per il 64% di auto ibride o elettriche. Detto altrimenti, i costruttori americani dovranno convertire le linee alla produzione di auto ibride/elettriche. I costruttori d’auto americani invece vogliono un più mite 47 mpg (20 km/l), raggiungibile tramite avanzamenti tecnici del motore a scoppio e quindi senza grossi sconvolgimenti del business attuale.

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Marchionne e il futuro dell’auto

il mio articolo per iMille

Diciamolo, Marchionne non è probabilmente una tra le persone più amate in italia. Sono molte le scelte dell’amministratore delegato di Fiat che hanno fatto discutere: il referendum di Mirafiori, la partecipazione in Chrysler, i SUV, solo per citare i più recenti. Ma la scelta che da sempre rende perplessi, e fa generalmente inalberare, gli ambientalisti italiani è la sua visione sul futuro dell’auto, quando il petrolio sarà scarsamente reperibile o troppo costoso. Mentre il mondo dell’auto guarda all’elettrico con sempre maggiore interesse e i Motor Show mondiali sono invasi da concept car di veicoli elettrici, Marchionne non perde occasione per esprimere dubbi sul presente e il futuro dell’auto elettrica.

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Terre e metalli rari

Dell’importanza delle terre rare per le rinnovabili abbiamo parlato pochi giorni fa. L’articolo è stato ripreso anche da Il Post. Il problema delle terre rare è di quelli importanti e val la pena dare un occhio al mercato alla ricerca di movimenti interessanti.

In poche parole: Molycorp Inc. (MCP). E’ il nome dell’azienda americana che sta rapidamente diventando la stella polare di terre e metalli rare. Nell’ultimo mese le azioni di Molycorp sono quasi raddoppiate in valore e continuano a salire.

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Troppo zolfo nella benzina

Obama non ha mai fatto mistero che uno degli obbiettivi principali del suo governo è ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio. Oltre a sponsorizzare lo sviluppo dell’auto elettrica, lo scorso maggio l’amministrazione Obama ha incaricato l’EPA (Environmental Protection Agency) di considerare l’impatto del livello di zolfo nella benzina per la riduzione delle emissioni di gas serra. Tale revisione è tuttora in corso.

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Il futuro dei motori

Sono appena tornato da un viaggio molto interessante in Scozia, dove ho potuto provare il nuovo motore BMW a quattro cilindri, lanciato sul mercato con lo slogan “la morte del sei cilindri”.

Il nuovo motore 2.0 di BMW combina un turbocompressore twin-scroll ad alta pressione a iniezione diretta con il sistema di controllo Valvetronic. La potenza massima è 240 CV che viene raggiunta a 5mila rpm, 1500 rpm in meno dell’aspirato normale 3.0 a sei cilindri. La coppia massima di 353 Nm, inoltre, entra in funzione già a 1250 rpm. Il che vuol dire 30% di coppia in più rispetto al sei cilindri in linea di cui sopra, maggior potenza del motore a bassi regimi e a erogazione costante fino alla fatidica linea rossa.

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