Dematerializzazione dell’economia: fondamentali (e una chiosa)

Riprendiamo il discorso sulla dematerializzazione, proseguendo l’analisi sui limiti della crescita economica dati dai limiti fisici del pianeta lasciato in sospeso qualche giorno fa.

Se ai tempi di Marx l’economia capitalistica poteva essere definita come un’immane raccolta di merci, l’aumento della complessità della società (e della filiera economica) moderna e l’introduzione di nuove tecnologie hanno cambiato le cose. Una conseguenza dell’industrializzazione del ventesimo secolo è che gli oggetti materiali non sono più una risorsa scarsa e nuova ricchezza è stata creata con l’immateriale. Nell’economia moderna, almeno per quanto riguarda i paesi a più elevata industrializzazione, ricchezza e crescita economica dipendono tanto dalle risorse fisiche quanto da quelle immateriali. Con immateriale solitamente si intendono due cose: 1) il miglioramento dell’efficienza dei processi produttivi e 2) la loro sostituzione con processi equivalenti o con servizi intermedi. Dematerializzazione dell’economia significa conseguire una riduzione dell’uso di materie prime nell’economia e/o dell’impatto ambientale, aumentando la produttività delle risorse naturali per unità di valore.

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