Dieci piccoli indiani /3

FIAT chiude (temporaneamente) lo stabilimento di Pomigliano.

La scelta è dovuta al fatto che in Italia il mercato delle auto si posiziona sui livelli del 1979 e questo sta penalizzando Fiat soprattutto nel segmento delle city car dove, con Panda e 500, detiene circa il 60% di quota.

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Dieci piccoli indiani /2

Peugeot chiude uno stabilimento produttivo in Francia e lascia a casa 8.000 persone. Numeri alla mano, sarebbe come se FIAT decidesse di chiudere Mirafiori e Cassino insieme, per dire. Ne restano altri tre.

Pensando al peggio

Che l’Europa sia vicina alla resa dei conti è evidente, soprattutto per il mercato dell’auto. E’ da tempo che Marchionne sostiene l’arrivo della resa dei conti per l’Europa. Intendiamoci, Marchionne non sta parlando della stabilità della moneta, o meglio non solo, ma del fatto che le vendite di auto in Europa quest’anno potrebbero scendere al di sotto della soglia critica dei 10 milioni di unità, in calo dai 13 milioni dello scorso anno, con tutte le conseguenze del caso.

Se l’euro si disintegrerà non è dato sapere, ma l’industria dell’auto europea si sta preparando ad una ristrutturazione finanziaria che potrebbe rivaleggiare con quella del 2008 in Nord America, all’indomani della crisi dei mutui sub-prime, quando chiusure e licenziamenti non si contavano. Un esempio: Carlos Ghosn, CEO di Renault-Nissan, ha dichiarato la scorsa settimana che l’azienda francese sta “pensando al peggio”, e che “il peggio è adesso”.

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Ne rimarrà solo uno

Saab è fallita, Mazda sta con le pezze al culo.

update: anche Opel non se la passa bene. General Motors sta considerando la chiusura degli stabilimenti Opel in Germania e Inghilterra per far fronte alle perdite.

update 2: ok, la redazione de Il Post segue questo blog.

update 3: Ford Europe macina perdite consistenti. (hat tip: Randolph C.)

update 4: in controtendenza, Volvo fa un botto di vendite e assumerà altre 10.000 persone. In Cina.