Una proposta intelligente per Spending Review

La fanno quelli di CieloBuio, sull’efficienza energetica dell’illuminazione pubblica in Italia.

Oggi la spesa energetica per la sola illuminazione pubblica risulta essere di un miliardo di euro. [..] La situazione italiana, se confrontata con gran parte delle altre nazioni europee, risulta essere paradossale. A fronte di una inesistente autoproduzione di materie prime per la generazione di energia elettrica, l’Italia risulta essere tre i paesi più spreconi, seconda sola alla Spagna. L’Italia consuma pro capite più del doppio della Germania e quasi il triplo di Gran Bretagna, Olanda e Irlanda.

Nazione

Consumo annuo

pro capite (kWh)

Spagna 116
Italia 106 (dati Terna)
Francia 80
Germania 48
Gran Bretagna 42
Olanda 40
Irlanda 40

l’Italia risulta essere la nazione con il numero più alto di apparecchi per area urbanizzata. Il doppio o più di Francia, Belgio, Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Austria, Danimarca. I dati presentati rendono evidente quali possano essere i potenziali risparmi per la nostra nazione. Senza riportare tutti al buio, ma semplicemente ‘abbassandoci’ al livello di nazioni quali la Germania o la Gran Bretagna, possiamo arrivare a risparmiare oltre la metà di quanto attualmente spendiamo, recuperando circa mezzo miliardo di euro ogni anno. Questo senza dover licenziare nessuno e senza altri ‘danni’ collaterali che le operazioni di taglio alla spesa pubblica normalmente hanno.

[continua con una slavina di proposte in materia su CieloBuio.org]

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Una nuova manovra correttiva per l’Italia?

Da quando è entrato in carica il governo Monti benzina e diesel sono aumentati 20 per cento, per le nuove accise governative e per un generale rincaro del prezzo del petrolio.

Tuttavia, se una dimunuzione della domanda era ampiamente preventivabile, l’aumento del prezzo del carburante non si sta traducendo negli introiti previsti dal governo Monti per la manovra sui carburanti. Dei circa 6 miliardi previsti, infatti, sembrerebbe che ne entrerebbero solo 2.5.

Della cancellazione delle accise non se ne parla nemmeno. ENi&co ci stanno mettendo una pezza, riducendo un po’ (solo un po’) i prezzi alla pompa. Ci aspetta una nuova manovra correttiva?

Vi aspettate che funzioni?

Come non avessimo abbastanza problemi con l’economia, ora ci si mette anche il global warming. Mentre l’euro-zona è ancora in crisi profonda, nonostante Mario Monti e gli sforzi della BCE, il World Energy Outlook 2011 della IEA avverte che la crisi climatica è diventata praticamente inevitabile, a meno di non agire molto rapidamente.

Ora, di avvertimenti fin qui ne sono stati lanciati tanti, ma questo a me personalmente sembra diverso. Per la prima volta l’IEA ha messo un numero al disastro: 2017. E’ l’anno in cui, secondo la IEA, il mondo avrà speso la propria quota di emissioni di carbonio. Altrimenti detto, senza interventi drastici entro il 2017, l’infrastruttura per l’energia presente in tale data genererà così tanta CO2 da rendere impossibile contenere il riscaldamento globale al limite accettabile di 2 gradi. Dopo di che, beh, andremo solamente di male in peggio.

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