Obsolescenza programmata

Qualche volta agli ambientalisti va di traverso il cornetto e scrivono post indignati contro il deterioramento dell’alimentazione contemporanea e la perdita di vecchi e sani valori come il bere un po’ d’acqua tra un boccone e l’altro. Vale per cornetti, jeans, borsette nuove che si rompono dopo nemmeno un mese e altro ancora. Beni di consumo prodotti con la data di scadenza, programmati per rompersi a tempo. Una spirale di ricambi forzati con l’unico scopo di far fare quattrini alle multinazionali (complotto!). L’ultimo post di Anna Ryden è un esempio perfetto in tal senso: lavatrici, elettronica, acciaio scadente e la falce del nonno, non se ne salva uno. Tutta roba fatta per rompersi a (breve) tempo. Vuoi mettere i bei tempi di una volta, quando le cose erano costruite per durare una vita e i treni arrivavano in orario? Ovviamente la cose sono più complesse.

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Chi uccide l’auto elettrica

Il mio articolo per iMille-magazine

Tutte le case automobilistiche mondiali sono impegnate in percorsi ecologici, molti dei quali includono lo sviluppo dell’auto elettrica. L’assente probabilmente più noto in materia è FIAT, come più volte chiarito da Marchionne, ma anche altri.

A parole, tutti concordano che l’auto elettrica è una di quelle cose che farebbe bene all’ambiente. Nei fatti, pochissimi ne comprano una. Nonostante gli incentivi, infatti, dall’inizio dell’anno infatti le vendite di Nissan Leaf e Chevrolet Volt – campioni della categoria – negli Stati Uniti si sono fermate a solamente circa 10mila unità, in Italia i veicoli elettrici immatricolati nel 2011 sono stati 103. Per darvi un paragone, negli USA si vendono circa 10 milioni di veicoli all’anno mentre solo in Italia si vendono quasi 200mila FIAT Punto all’anno (1).

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Cosa succede se aumenta il prezzo del petrolio

Alti costi di estrazione -> alti costi energetici -> indebitamento sovrano – > crescita massa monetaria -> minore fiducia negli asset tradizionali come azioni e dollari -> afflusso dei soldi nelle commodities -> ancora più indebitamento sovrano -> crescita massa monetaria … kaboom

[dal blog di Anna Ryden, una che pensa]

Oggi a che punto stiamo? Stiamo al punto che i prezzi delle commodities più importanti – energia, metalli, minerali, agricoltura e cibo – sono in salita costante già dall’estate 2009 e che alcune economie europee hanno problemi a sostenere il peso del loro debito pubblico. Per cui ci siamo in pieno. Come se ne esce? Già da qualche anno l’Unione Europea si muove secondo le direttive del progetto “Europa 2020”, per assicurarsi una crescita sostenibile, con cui, in pratica, si sta tentando di separare il prezzo delle commodity fisiche da quello dei rispettivi derivati finanziari per mettersi al riparo, tra l’altro, da speculazione e similari. Incrociamo le dita, sennò … kaboom.

I numeri della TAV

il mio articolo per Il Post

Il nuovo fronte della moda italiana è ora il No-TAV. Gira molto questo video di Travaglio ma non è l’unico, oltre ad innumerevoli blog in cui si leggono più o meno le stesse cose. Il video di Travaglio a me personalmente sembra propaganda pura, tanto è privo di argomentazioni logiche o fattuali. E lo stesso vale un po’ per quasi tutti i blog e quotidiani che mi capita di leggere sull’argomento.

Sui blog dei No-TAV, alla richiesta di numeri e argomentazioni della scelta, il meglio che si riesce ad ottenere sono rimandi a studi e ricerche che “esistono da vent’anni”. Come se in vent’anni non fossero cambiati il mondo, i trasporti, l’energia, oltre al progetto stesso, che è stato rivisitato più volte (l’ultimo intervento dell’Osservatorio Tecnico è del 2008). Oltretutto le ricerche vengono brandite come clave, spesso nemmeno lette o nell’ignoranza degli argomenti trattati.

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Dove va il mercato dell’auto

Una delle parti fondamentali per l’integrità strutturale dell’abitacolo delle auto è il montante. Anzi, i montanti, dato che ne esistono tre.

I Montanti sono le parti della carrozzeria su cui poggia il tetto. La loro resistenza è fondamentale in caso di ribaltamento della vettura, perché mantengono lo spazio vitale nell’abitacolo ed evitano al conducente di lasciarci le penne.

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