Ne rimarrà solo uno

Saab è fallita, Mazda sta con le pezze al culo.

update: anche Opel non se la passa bene. General Motors sta considerando la chiusura degli stabilimenti Opel in Germania e Inghilterra per far fronte alle perdite.

update 2: ok, la redazione de Il Post segue questo blog.

update 3: Ford Europe macina perdite consistenti. (hat tip: Randolph C.)

update 4: in controtendenza, Volvo fa un botto di vendite e assumerà altre 10.000 persone. In Cina.

Mobilità nell’era del picco del petrolio

Dove troveremo il petrolio necessario a far camminare un parco auto di centinaia di milioni di autoveicoli, che oltretutto aumenta di svariati altri milioni l’anno? Contrariamente alla vulgata comune, che vuole i costruttori d’auto sordi al picco del petrolio e cocciuti adepti del business-as-usual, i carmakers sono ben consci del problema dell’esaurimento dei combustibili fossili. Nonostante le vendite sul mercato siano ancora basate per il 95 per cento su veicoli a benzina e diesel, alcune delle soluzioni possibili per la mobilità nell’era del post-picco sono già in campo, seppur poco evidenti. All’ultimo Motor Show di Francoforte si sono intravviste tecnologie e strategie che, da qui a fine decennio, acquisteranno probabilmente un’importanza sempre maggiore. Ne avevamo parlato di sfuggita molti mesi fa, quando questo blog era ancora giovane. Ora vediamole meglio, alla luce di quanto visto a Francoforte.

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