L’acciaio italiano in crisi

L’Italia è il secondo paese in Europa per quantità di acciaio prodotto, secondo solo alla Germania. I nomi degli stabilimenti più importanti li conoscete tutti dalla prime pagine dei giornali: Ilva, Piombino, Terni. Tutte realtà industriali molto grosse, tra le poche rimaste in Italia, e tutte in crisi.

Il bollettino della siderurgia italiana registra perdite pesanti: Terni ha messo in mobilità oltre 500 dipendenti, Ilva è in procinto di essere venduta agli indiani di Arcelor Mittal, leader mondiali nella produzione di acciaio cresciuti a colpi di acquisizioni mirate a costi bassissimi spesso risanate tramite vigorosi tagli al personale lavorativo, mentre lo stabilimento Lucchini di Piombino è fallito ufficialmente già nel 2012 e aspetta l’arrivo di un compratore. Maggiori dettagli sono reperibili sullo specialone de Linkiesta, che sta seguendo gli sviluppi dell’acciaio italiano. Oltre alle aziende che trovano posto sui quotidiani, soffrono anche molte piccole e medie imprese satelliti a Brescia, Vicenza e Udine.

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