La miopia del M5S sull’energia

Il mio articolo per Il Post

grilloIl solare fotovoltaico sta vivendo una fase di rapida espansione in tutto il mondo. Solo in Italia, negli ultimi dieci anni, è cresciuto del 60 per cento annuo. Se l’aumento del volume di mercato mondiale ha prodotto l’attesa riduzione del costo di produzione dei sistemi e v’è ragionevole soddisfazione tra gli ambientalisti – in pochi anni il costo è diminuito del 40 per cento, dai 2500 euro al kW del 2010 fino agli attuali 1600 euro al kW – l’abbondante potenza fotovoltaica installata è tuttavia diventata un grattacapo per le centrali tradizionali, la gestione della rete elettrica e, soprattutto, le casse dello Stato. Problemi colpevolmente ideologizzati nel dibattito politico attuale.

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Privatizzare, privatizzare, privatizzare

In questi giorni di quiete agostana con bufera finanziaria, si possono leggere molte ricette per uscire dalla crisi che attanaglia l’Europa e l’Italia in particolare. Principalmente si parla di debito e costo del lavoro, qualche volta anche d’energia. Qualche giorno fa, Giavazzi e Alesina sul Corriere hanno proposto la niente meno che la privatizzazione totale del settore:

Per ridurre stabilmente il debito dovremmo prima ridurre le spese. [..] Ciò significa che lo Stato deve cominciare a ridurre il debito vendendo. Ma vendere davvero, non offrire agli investitori quote di improbabili polpettoni (qualche azione dell’ENI, un po’ di Enel, qualche caserma, qualche azione di Finmeccanica) il tutto costruito in modo che la politica non perda il controllo di queste aziende. Vendere simili quote a investitori veri sarebbe praticamente impossibile. [..] Vendere vuol dire, ad esempio, collocare in Borsa tutta Terna (l’azienda che possiede la rete di trasmissione elettrica), tutta Snam Rete Gas, le Poste. L’argomento che sono aziende strategiche è risibile: davvero temiamo che qualcuno smonti i pali dell’alta tensione, i tubi del gas o gli sportelli postali, e li porti in Cina?

Ora, il sottoscritto autore di questo blog è favorevole al libero mercato e alla competizione, come volano per l’innovazione – su progettazione, design, tecniche di produzione, servizi, affidabilità, eccetera – e per la ricerca di un maggior valore aggiunto. Se ne era scritto qualche giorno fa su questo blog. Tuttavia, la proposta di Giavazzi e Alesina suscita non pochi pensieri.

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Facciamo luce sui conti del sole

Il mio articolo per iMille-magazine.

Il mercato del solare fotovoltaico italiano è in fermento. Nel 2011, all’Italia spetta il primato mondiale per impianti fotovoltaici (FV) entrati in esercizio: oltre 9 GW di potenza installata, corrispodenti a un terzo della potenza fotovoltaica mondiale e quasi la metà di quella europea installate nello stesso periodo.

Guardando a questi numeri e considerando che nel 2007, solo cinque anni fa, il nostro paese aveva una base installata di appena 70 MW, verrebbe spostaneo concludere che l’avventura del FV fin qui è stata un successo completo. Peccato che le cose non siano così semplici.

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