Entropia e scienza

Passi un azzardato (e non corretto) parallelo tra entropia fisica e informazione, ma leggere chimici e oceanografi che discettano del destino della civiltà umana forti di sperequazioni psedo-scientifiche quali l’entropia misura lo stato di disordine di un sistema o anche l’aumento dell’entropia ci dice che ogni volta che volessimo sfruttare un movimento ordinato generiamo una certa quantità di movimento disordinato – esempi di narrativa popolar-scientifica incorretta oggi depennate financo dai testi per studenti in chimica – fa davvero specie. Narrativa che, negli anni, ha generato mostri pseudo-scientifici quali l’entropia applicata all’economia o improbabili leggi su complessità e ritorni decrescenti che predicono, tanto per cambiare, il collasso dietro l’angolo.

Una volta per tutte: la seconda legge della termodinamica non dice che il disordine aumenta sempre. L’entropia non ha nulla a che vedere con il disordine, l’evoluzione o l’economia produttivista moderna. Nulla. Niente. Nada. Niks. Brutalmente, il secondo principio della termodinamica dice che l’energia fluisce spontaneamente da dove ce n’è di più a dove ce n’è meno. L’entropia è la conta del numero di stati in cui il sistema può (equi)ripartire l’energia di cui sopra. Nient’altro.

Elezioni europee e scienza

Mi si permetta una aggiunta alle ottime domande poste da Le Scienze ai candidati per le prossime elezioni europee. Sai mai che qualcuno risponde.

Si prevede – con quasi lapidaria certezza – che la crescita futura delle emissioni di CO2 verrà alimentata da Cina e USA, vanificando gli obbiettivi europei per la limitazione delle emissioni globali di CO2. I piani europei rischiano invece di trasformarsi in una zavorra anti-competitiva per l’economia europea. Lei come affronterà la questione?