Vola gratis

Col caro petrolio degli ultimi tempi, alle compagnie aeree tocca comperarsi le raffinerie. A pensarci, è una mossa che ha tutto il senso del mondo. Almeno finchè non arriveranno i biocarburanti. Compagnie low-cost, attente a voi.

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Dove il mercato non arriva

Che l’era del picco del petrolio o, meglio, del petrolio a caro prezzo sia qui per restare è un dato di fatto ormai accettato dal mondo intero, fatta eccezione per qualche raro ottimista comunque in via d’estinzione. Gran parte della produzione mondiale di petrolio viene da pochi giacimenti petroliferi giganti che stanno rapidamente invecchiando: Ghawar (Arabia Saudita), Kirkuk (Iraq), Cantarell (Messico) e Burgan Maggiore (Kuwait). I nuovi giacimenti scoperti negli ultimi dieci anni non vanno nemmeno vicini a quelli vecchi. La produzione petrolifera di Norvegia, Messico e Regno Unito, inoltre, è in diminuzione da tempo. Per limiti geologi o economici poco importa: quel che importa è che l’era del petrolio “facile” è finita.

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I travagli del trasporto aereo

Airfrance-KLM non se la passa per niente bene. Secondo il Wall Street Journal, nel 2011, e oramai da quattro anni consecutivi, sono andati in rosso. La compagnia franco-olandese ha una robusta partecipazione in Alitalia e nel 2011 ha visto il suo debito netto aumentare da 2 a 6.5 miliardi di euro.

Le ragioni? Molte, alcune sono di tipo strategico (scali disponibili e clienti serviti) altre sono strutturali. Un terzo delle spese delle compagnie aeree va infatti in combustibile. Da mo’ si vocifera che le compagnie aeree nell’era del picco del petrolio verranno strangolate dal caro-petrolio. Le convulsioni del colosso KLM-Airfrance sembra esserne davvero la dimostrazione plastica.

Verde decollo

Da queste parti lo si dice da un pezzo: l’aviazione nell’era del post-picco del petrolio andrà a biocombustibili. Il motivo è semplice: perché non potete far andare un aereo a batterie ed energia elettrica.

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Teoria e pratica del trasporto sostenibile

Il settore del trasporto – auto, merci ed aviazione – oggi rappresenta circa il 20% del consumo di energia mondiale e il 23% delle emissioni di CO2. In futuro ci si attende che cresca ancora, proporzionalmente alla crescita economica dei paesi emergenti.

In tempi di picco del petrolio, il trend è chiaramente non sostenibile, tanto che l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha chiesto un taglio delle emissioni, e proporzionalmente dei consumi, del 50% entro il 2050.

Circa un anno fa, l’International Transport Forum (ITF), think tank strategico per il settore dei trasporti che si occupa dei problemi di trasporto di importanza strategica, ha reso noti i risultati di uno studio sul trasporto sostenibile – Moving toward sustainability – necessari a raggiungere gli obbiettivi di cui sopra.

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Toccherà prenotarlo, questo volo

Continua la corsa dei biocarburanti per il trasporto aereo: Lufthansa lancia il suo primo aereo di linea alimentato a biocarburante.