L’Entropia applicata all’economia

Altrimenti detto: perchè i discorsi sull’entropia, sul secondo principio della termodinamica e sull’irreversibilità delle trasformazioni delle critiche decresciste all’economia produttivista sono discorsi spesso a sproposito di chi non ha proprio chiaro il concetto di entropia.

Riporto da Wikipedia:

Georgescu-Roegen (in particolare nelle opere posteriori al 1970), sostiene che qualsiasi scienza che si occupi del futuro dell’uomo, come la scienza economica, deve tener conto della ineluttabilità delle leggi della fisica, ed in particolare del secondo principio della termodinamica, secondo il quale alla fine di ogni processo la qualità dell’energia (cioè la possibilità che l’energia possa essere ancora utilizzata da qualcun altro) è sempre peggiore rispetto all’inizio. Qualsiasi processo economico che produce merci materiali diminuisce la disponibilità di energia nel futuro e quindi la possibilità futura di produrre altre merci e cose materiali.

Inoltre, nel processo economico anche la materia si degrada (“matter matters, too”), ovvero diminuisce tendenzialmente la sua possibilità di essere usata in future attività economiche: una volta disperse nell’ambiente le materie prime precedentemente concentrate in giacimenti nel sottosuolo, queste possono essere reimpiegate nel ciclo economico solo in misura molto minore ed a prezzo di un alto dispendio di energia.

Materia ed energia, quindi, entrano nel processo economico con un grado di entropia relativamente bassa e ne escono con un’entropia più alta. Da ciò deriva la necessità di ripensare radicalmente la scienza economica, rendendola capace di incorporare il principio dell’entropia e in generale i vincoli ecologici.
La teoria della bioeconomia è poi stata tradotta nel sistema economico della decrescita dallo stesso Georgescu-Roegen.

Se Georgescu-Roegen fosse stato un fisico, parlando di entropia si sarebbe limitato a questo:
1) L’energia può essere estratta se esistono differenze di temperatura (ad esempio, camera di combustione rispetto a condizioni ambientali; temperatura superficiale solari rispetto alla superficie terrestre).
2) L’energia delle fonti fossili può essere estratta solo una volta.
3) L’efficienza è limitata al 100%.

La materia non si degrada, almeno non fisicamente, per aumento irreversibile dell’entropia. La materia non entra a bassa entropia nel ciclo produttivo per uscire ad alta entropia. Le limitazioni al riciclo sono di natura pratica, non teorica. Entropia fisica e entropia economica, come nell’accezione di Georgescu-Roegen, sono due cose diverse, regolate da principi altrettanto diversi e che non andrebbero confuse.

Alla fine la teoria di Georgescu-Roegen si riassume in questo: le risorse naturali sono limitate, e l’economia dovrebbe tenerne conto. Se dunque vogliamo parlare di finitezza delle risorse naturali benvenga. Ma l’entropia come limite naturale dell’economia e dello sviluppo umano lasciamola ai Muse.

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5 Responses to L’Entropia applicata all’economia

  1. Egidio says:

    Scusa Zuliani, non ho capito bene cosa vuoi comunicare con questo tuo post:
    1) che Georgescu Roegen ha detto solo banalità: tipo le risorse naturali sono finite
    2) che non era un fisico e quindi non ha capito una mazza dell’entropia
    3) che chi cita Georgescu Roegen non ha capito che lui non era un fisico e quindi non aveva capito l’entropia e quindi è inutile che ci ammorba con la decrescita
    4) che l’economia è fisica e quindi se non siete fisici è inutile che discutete di economia
    5) che se volete leggere Georgescu Roegen, basta che leggete 18 righe di Wikipedia e non perdete ulteriore tempo
    6) tutti e cinque i punti sopra
    Puoi chiarire ?

    • Probabilmente questo post e’ mal scritto. Provo a dirlo meglio qui, per punti:
      a) la questione dell’entropia nella teoria di Georgescu si riassume cosi: l’energia delle fonti fossili può essere estratta solo una volta. Finita quell’energia, tocca trovare altro, sperando ve ne sia abbastanza. Insomma, niente di nuovo sotto il sole.
      b) nella teoria di Georgescu l’entropia e’ correttamente citata per quel che riguarda l’energia. Non e’ cosi’ per quel che riguarda le materie prime, in cui infatti il nostro svincola parlando di entropia economica.
      c) l’idea di Georgescu che le materie prima si degradano economicamente ad ogni passaggio industriale e’ erronea. L’alluminio, ad esempio, se estratto dalla bauxite (materia prima) costa una pacca. Se riciclato costa molto meno. E tanti saluti all’estensione “economica” della seconda legge della termodinamica alla questione delle materie prime. Come detto nel post, le limitazioni al riciclo sono di natura pratica, non teorica. Insomma, la teoria principe dei decrescisti, quella dello stato stazionario, direi che proprio tanto solida non e’.
      d) nella teoria economica standard, la finibilita’ delle materie prime e’ tenuta in considerazione. L’economia svincola dai limiti fisici della biosfera grazie alle migliorie ottenute tramite il progresso tecnologico che consegnano un surplus di risorse.
      e) citare la seconda legge delle termodinamica e i suoi rigidi limiti fisici per perorare la fallibilita’ della teoria economica standard nonostante il progresso tecnologico, come fanno i decrescisti, non e’ dunque corretto. Significa, aggiungo, non aver proprio chiaro il concetto di entropia di un sistema.
      f) sulla decrescita, lo stato stazionario e la macro-economia dello sfruttamento delle risorse naturali questo blog ha gia’ dato, abbondamentamente.
      g) la descrescita e’ una scelta economica di tipo etico, non fisico ne’ tantomeno entropico.

      • Egidio says:

        Grazie del chiarimento. Su alcune cose concordo su altre meno.
        a) ok.
        b) e c) la mia conoscenza di GeorgescuRoegen è molto limitata, prendo in parte per buono quello che dici ma solo in parte.
        Dove hai letto che GR sostiene che “le materie prime si degradano economicamente ad ogni passaggio industriale” ? Hai una fonte ? cioé se trasformo il ferro in un telaio di bicicletta l’ho degradato economicamente ? Questa mi sembra una banalizzazione.
        Quel poco che so di GR la sua critica all’economia classica era rivolta al fatto che viene ignorato il prima e il dopo del processo economico: le risorse e i rifiuti. Che è una cosa ben diversa.
        d) qua non sono d’accordo. “L’economia si svincola dai limiti fisici della biosfera grazie alle migliorie ottenute tramite il progresso tecnologico”. Proprio per niente: si “svincolerebbe” qualora vi fosse un’infinita sostituibilità. tanto per fare un esempio banale: il legno lo sostituisco col carbone, il carbone col petrolio e il gas, questi con la fissione nucleare e.. e poi? I limiti fisici esistono, ahinoi.
        e) in linea generale sono d’accordo. Applicare la fisica all’economia non è un grande esercizio. Ma dire che ci sono dei limiti fisici e che l’economia ne deve tener conto è ben altra cosa.

  2. enrico says:

    direi che dei cinque i punti citati in alto da Egidio è vero soprattutto il primo, con una precisazione: IN CAMPO ECONOMICO, Georgescu Rogen ha detto molte banalità (o vere e proprie sciocchezze).
    Aggiungo come osservazione laterale che se da un lato è verissimo che i modelli economici dovrebbero considerare in modo più esplicito i limiti alla disponibilità di risorse naturali(non solo quelle energetiche), dall’altro è anche vero che in passato le bestialità peggiori sono state dette (e fatte, specie nelle economie pianificate) a causa di una sovrastima, non di una sottostima, di quei limiti.

  3. marco says:

    la materia e’ enegia

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