Facciamo come l’Argentina

Nonostante gli espropri e l’economia del popolo, l’Argentina è tecnicamente di nuovo in bancarotta.

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Il mio problema con Greenpeace

Il “dialogo” tra la scienza e Greenpeace ha visto tempi migliori. Non a caso alcuni ex dirigenti sono molto critici verso le posizioni attuali di questa organizzazione. Mi chiedo, da scienziato, come si può “dialogare” con chi ha una posizione di opposizione “di principio”. Le “granitiche certezze” hanno più a che fare con la fede e la religione che con la scienza. Insomma, è come pretendere di far dialogare uno scienziato dell’evoluzione con un creazionista. Semplicemente non si può.

[Dario Bressanini, sul suo blog]

Anche questo blog su Greepeace ha dato.

Il futuro del nucleare

È difficile vedere qualcosa di diverso rispetto ad un declino relativamente rapido del nucleare nel prossimo futuro. I reattori esistenti stanno raggiungendo la fine del loro ciclo di vita e mantenerli ancora in funzione diventa sempre più problematico. La tecnologia post-Chernobyl, la cosiddetta Generazione III+, ha fallito nel suo tentativo di essere più sicura, meno cara e più facile da costruire, mentre per quanto riguarda le nuove tecnologie – come i piccoli reattori modulari (SMRs), i reattori ad alta temperatura e la tecnologia di IV generazione – non sembra siano stati fatti grandi progressi rispetto ad un decennio fa. La Cina e, in minor misura, la Russia rimangono le grandi speranze per l’industria nucleare.

[Steve Thomas su Agienergia, ieri]

Perfida Albione

Lo scorso 24 Giugno, il Governo ha emanato il Decreto Legge n.91 contenente alcune misure per ridurre la bolletta energetica delle PMI e promuovere la crescita economica in Italia. Tra queste, il famigerato spalma–incentivi del solare fotovoltaico, di cui parlammo già due mesi fa su questo blog (mi si perdoni l’autocitazione):

La misura più corposa e interessante è certamente quella sul solare fotovoltaico, che ne rinegozia retroattivamente i generosissimi incentivi accumulati fin qui tramite cinque Conti Energia (oggi stiamo a 6.6 miliardi di euro all’anno): “Si propone di allungare obbligatoriamente il periodo di incentivazione da 20 a 25 anni senza riconoscere alcun tasso di interesse, gettito previsto (700-900 M€)”. Non è difficile prevedere le contenute ire dei sostenitori delle rinnovabili loro malgrado per una misura che, va detto, fa a pezzi lo stato di diritto, sacrificato sull’altare dell’insostenibilità economica di incentivi dissennatamente allocati e concessi per anni.

Il Governo italiano ha dichiarato la sua disponibilità a negoziare le richieste delle associazioni nel periodo di 60 giorni per la conversione in legge del decreto. Richieste puntualmente arrivate, alcune davvero pungenti:

L’ultimo intervento arriva addirittura dall’Ambasciata britannica, che nei giorni scorsi ha scritto al Senato per chiedere di modificare la norma: “Qualora le misure proposte venissero ratificate nella loro forma attuale, ritengo che diventerebbe più difficile assolvere ad uno dei nostri obiettivi principali: convincere investitori esteri ad investire in progetti infrastrutturali e di sviluppo in Italia”, scrive l’ambasciatore.

Quest’ultima tenetela buona, nel caso qualcuno chiedesse chi sono i maggiori beneficiari dei 6.6 miliardi di incentivi al fotovoltaico pagati ogni anno dal Governo italiano.

Il tramonto dei programmi di riduzione delle emissioni?

L’Australia ha votato per l’abolizione della carbon tax e delle quote per le emissioni di gas serra (Emission Trading System, ETS). “Cancella posti di lavoro e appesantisce i costi per le famiglie senza aiutare l’ambiente”. Non è una buona notizia perchè potrebbe costituire uno scomodo precedente per le nazioni ancora indecise sull’adozione degli ETS per la riduzione delle emissioni di CO2 (Europa esclusa, praticamente tutte).

L’Australia ha le più alte emissioni pro-capite tra le economie avanzate, a causa di un mix energetico fortemente sbilanciato sul carbone, per la maggior parte prodotto in suolo natio. Le misure con cui il governo austrialiano conta di ridurre le emissioni sono ben descritte su Il Rottamatore:

Al posto del sistema penalizzante Abbott che conta mantenere i target del governo di abbattere entro il 2020 del 5% le emissioni di CO2 rispetto ai volumi del 2000, ha promesso sovvenzioni per 2.5 miliardi di dollari australiani alle imprese che nei prossimi 4 anni ridurranno volontariamente le emissioni.

La nuova Tesla

Si chiama Tesla Model-3 e in molti scommettono che sarà l’auto che eleverà lo status dell’auto elettrica da tecnologia di nicchia a mercato di massa. Il problema dell’auto elettrica lo sappiamo tutti: la batteria. Costosa, ingombrante, pesante, con un’autonomia limitata rispetto a benzina, diesel, metano e GPL.

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Virgolette

È impossibile andare a parlare di energia e ambiente in Europa – ha detto Renzi – se nel frattempo non sfrutti l’energia e l’ambiente che hai in Sicilia e in Basilicata. Io mi vergogno di andare a parlare delle interconnessioni tra Francia e Spagna, dell’accordo Gazprom o di South Stream, quando potrei raddoppiare la percentuale del petrolio e del gas in Italia e dare lavoro a 40.000 persone e non lo si fa per paura delle reazioni di tre, quattro comitatini

[Matteo Renzi, Presidente del Consiglio italiano, qualche giorno fa]

Pronta la risposta di Greenpeace, decisamente strabica.