Comunicazione di servizio

Questo blog si prende una settimana di ferie, per prendersi cura di alcune faccende personali.

No TAV o No TIR?

Al confine francese, solo il 10,5% delle merci viaggia sui treni, alla frontiera austriaca la percentuale sale al 33,9%, per raggiungere addirittura un inaspettato 62,6% a quella svizzera. Inoltre, dalla stessa fonte apprendiamo che tra il 1999 e il 2010, le merci trasportate su ferro sono diminuite del 52,4% tra Italia e Francia, mentre sono aumentate del 30,8% tra Italia e Svizzera, del 36,6% al confine austriaco.

Questi aridi ma significativi numeri sono, a mio parere, la lampante dimostrazione dei diversi livelli di qualità delle infrastrutture ferroviarie presenti sull’arco alpino, delle differenti politiche di trasporto adottate dai paesi europei e dimostrano empiricamente che non è necessario aspettare le estreme conseguenze del picco del petrolio per trasferire quote significative di merci dalla gomma al ferro.

[Terenzio Longobardi su iMille-magazine, oggi]

Dove costa di più la benzina?

Oggi, su Il Post trovate la lista dei paesi in cui la benzina è aumentata di più.

Di seguito, trovate i prezzi assoluti di benzina e diesel in tutta Europa (così se volete fare benzina oltreconfine sapete dove conviene di più).

Come se la passa il mercato dell’auto

Senza mezzi termini, male. Gli esperti stimano che quest’anno le vendite di auto in Europa dovrebbero diminuire del 5-7% circa. Tuttavia, le vendite registrate nei primi due mesi del 2012 evidenziano numeri anche peggiori. Nel mese di febbraio 2012, le vendite di UE più Svizzera, Norvegia e Islanda sono diminuite del 10% circa rispetto a un anno fa. Una domanda lecita è se la crisi dell’euro-zona stia creado in Europa un mercato dell’auto dove vendono solo i modelli economici. Beh, non proprio.

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Guerra di dazi

Delle convulsioni dell’industria fotovoltaica occidentale si era già scritto su questo blog. Per farla breve, la causa delle sopracitate convulsioni è fondamentalmente una sola: la concorrenza dei prodotti cinesi che, semplicemente, costano meno, forti dei sussidi governativi elargiti all’uopo da Pechino.

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Simboli e retoriche della decrescita

Il TAV è il primo caso in cui una classica sindrome Nimby si trasforma nella condivisione e teorizzazione di massa della teoria della decrescita felice. [..] L’idea che hanno in testa i NO TAV, sopratutto quelli del movimento di solidarietà ai valligiani, ovunque abitino in Italia, è quello di un mondo esplicitamente, dichiaratamente in decrescita. L’opera è inutile perché il fabbisogno di trasporto cala. E, nelle parole del più conseguente e maturo NO TAV della Val di Susa, Luca Mercalli, è bene che il fabbisogno di trasporto cali, perché bisogna ricentrare il mondo sulle produzioni locali, sul Km zero, e comunque ridurre la quantità di cose trasportate (ad esempio riducendo gli imballi, ecc.).

[Corrado Truffi su iMille-magazine, oggi]

Peccato che le cose non siano semplici come la fanno i decrescisti à la Mercalli.

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Quanto guadagna Marchionne

Sergio Marchionne, ad di Fiat spa, ha incassato 2,45 milioni di stipendio nel 2011 più 12 milioni di fair value delle azioni gratuite maturate; altri 2,55 milioni gli sono arrivati in qualità di presidente di Fiat Industrial, la società di camion e trattori scoporata da Fiat all’inizio del 2011. Per il manager italo-canadese fanno in totale circa 17 milioni di euro di cui 5 di stipendio; la somma dei due stipendi rappresenta un aumento consistente (+42%) rispetto ai circa 3,5 milioni incassati nel 2010.

[Da Il Sole 24 Ore]