Sacrifici sacrifici sacrifici

Che l’elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti sia vista con apprensione dai gruppi ambientalisti di mezzo mondo non dovrebbe sorprendere nessuno. Già a novembre su RiEnergia trovava posto un speciale monotematico sulle (future) politiche economico-produttive del biondo miliardario, tutte pro-fonti fossili e anti-global warming. Tra le tanti disamine di intenti e contenuti, sono tuttavia pochi pochi quelli che si sono soffermati ad analizzare i mezzi. Insomma, se Trump è stato eletto è perchè le persone hanno ascoltato quello che ha detto e lo hanno votato. Perchè lui e non altri, portatori di messaggi più illuminati?

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Rinnovabili e politica

Questo blog è rimasto colpevolmente silente nell’ultimo mese. Un po’ per impegni di iperlavoro ormai di poco al di sotto della stratosfera, un po’ perchè devo cambiare la moto e trovarne una a un prezzo onesto sta prendendo un botto di tempo, un po’ per impegni personali e un po’ anche per pigrizia. Ma non c’è giorno che stare lontano dal blog e dalla divulgazione scientifica non mi pesi. In questi giorni il mondo si concentra sull’inaspettato (?) risultato delle elezioni presidenziali in USA. Anche su questo blog si parla di politica, in riferimento alle rinnovabili e ai risultati delle policy italiane in termini economici.

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Cigni neri e dintorni

Questo blog riapre i battenti dopo un periodo di attività ridotta. Da tempo volevo scrivere qualcosa sulla celebre teoria del cigno nero, da almeno un decennio uno degli argomenti preferiti dai critici dell’economia moderna. La recente specializzazione in Data Science e scienze statistiche ben si presta a una disamina approfondita della questione. Scrivere questo post non è stato facile. Vuoi per un carico oramai da iperlavoro che non rispetta nemmeno le ferie d’agosto, vuoi per l’inerzia di non aver aggiornato il blog da un po’, vuoi perchè un anno di trombonia universitaria non invoglia a fare divulgazione scientifica. Davvero ragazzi, questi mesi di lezioni universitarie hanno tragicamente evidenziato l’incapacità dell’università moderna di fare insegnamento con passione. In un mondo accademico che oramai ruota attorno a pubblicazioni peer-reviewed per accaparrarsi i fondi per la ricerca, di insegnare agli studenti sembri non importi più a nessuno. Tanto nozionismo sterile e discussioni che non ammettono repliche. Come se la scienza, quella vera, potesse prescindere dal mettere in discussione le proprie certezze. Ma ora torniamo ai cigni neri.

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Comunicazione di servizio

Dopo l’agognata laurea in Data Science, questo blog si è preso un periodo di riposo per rinfrescare le idee – quest’anno con una visita al World Ducati Week a Misano. Grazie ai lettori per essere ancora qui. Ora ci rimettiamo in pari.
wdw2016

Comunicazione di servizio /2

Questo blog si laurea in Data Science tra meno di un mese. Ancora un po’ di pazienza e riprendiamo col blogging. E grazie per essere ancora qui.
sl-laurea

Doppia comunicazione di servizio

Questo blog è al tappeto dopo un weekend di febbre vigorosa. Mi si perdoni la relativa assenza di nuovi post.
Intanto WordPress ci informa che Energia&Motori compie 6 anni. Horray!

Referendum, trivelle e populismo

Il mio articolo per Il Post, scritto a quattro mani col sempre ottimo Corrado Truffi.

trivelle1Se non venite da Marte, sapete che domenica 17 aprile si voterà per il referendum sulle trivellazioni richiesto da 9 regioni. Il Comitato per il Sì per fermare le trivelle (“Il petrolio è scaduto: cambia energia!”) conta oltre 160 associazioni, quasi tutte ambientaliste. Dall’altra parte vi è il gruppo per il No di matrice più tecnica, a cui partecipano, tra gli altri, il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli, Rosa Filippini della direzione nazionale di Amici della Terra e Chicco Testa di Assoelettrica. Durante la campagna referendaria, come triste consuetudine da molti anni, una parte della sinistra ambientalista non ha lesinato populismi, disinformazione mirata e propaganda ingannevole in uno schema per cui i fini giustificano i mezzi, tutti. Quel che però lascia davvero l’amaro in bocca è constatare come anche i promotori del No abbiano fatto ricorso a populismi uguali e contrari. Ma andiamo con ordine.

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