Rinnovabili bond

Da tempo su questo blog si è sostenuto che gli incentivi alle rinnovabili in Italia erano esageratamente alti. Oggi, di fronte all’insostenibilità (economica) di incentivi per 12 miliardi all’anno, il Ministro Zanonato ricorre ai già famigerati bond per ridurre gli oneri tariffari gravanti sulla bolletta elettrica dei consumatori:

L’idea di Zanonato è semplice, brillante e sbagliata: ridurre l’onere aggregato attraverso l’emissione, per un certo numero di anni, di bond per un controvalore di 2 miliardi di euro all’anno. Secondo quanto riferisce l’agenzia Public Policy [..], i bond verrebbero emessi dal GSE (attualmente responsabile della gestione degli incentivi) con l’obiettivo di “spalmare gli incentivi che gravano in bolletta riducendone il peso nei prossimi anni e incrementandolo nel lungo termine”. [..] L’operazione che Zanonato ha in mente è una mera ristrutturazione del debito: si riduce l’entità della rata, si allunga il numero della rata. Questo dal punto di vista del consumatore: dal punto di vista del produttore, invece, nulla cambia, perché ciascun titolare di impianti incentivati continuerà a ricevere quel che si aspetta fino all’ultimo centesimo. [..]

La critica principale al piano è duplice: da un lato il risultato finale non è una riduzione ma un aumento dell’esborso ai danni dei consumatori (che ovviamente dovranno pagare anche gli interessi sul debito), dall’altro le scelte di una generazione di politici vengono scaricate sulle spalle di una generazione successiva di contribuenti, in quanto la durata dell’incentivazione finirebbe fatalmente per dilatarsi di almeno un decennio.

[Carlo Stagnaro su Chicago-Blog]

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17 Responses to Rinnovabili bond

  1. La critica è condivisibile ma lo è altrettanto l’idea, o il tentativo, di ridurre un esborso (per cassa) di 12 miliardi all’anno.
    La soluzione sta (forse) nell’azzerare l’interesse: allungare il tempo a interessi 0 confidando nel fatto che le prossime generazioni troveranno il modo e i soldi!

  2. sesto rasi says:

    e in effetti, anche se trovare il giusto drive da un meccanismo incentivante per ottenere esattamente il ritmo di penetrazione pianificato è difficilissimo, quando al 2012 hai già raggiunto l’obiettivo che ti prefiggevi al 2020 (27% di consumi da rinnovabili nell’elettrico) qualche sospetto di aver irresponsabilmente cannato la spinta dovrebbe venire…cosicché quei 12G€/anno di costo incentivi ce li teniamo almeno fino al 2031 (salvo appunto dilazionarli, a costo di interessi).

  3. Defcon70 says:

    Un ulteriore provvedimento lo si dovrebbe prendere, pur se simbolico o quasi: evitare che i grandi impianti FV – che vendono la produzione alla borsa elettrica – incassino il prezzo orario fissato col meccanismo solito del MGP (quindi molto variabile nel corso dell’anno, ma che arriva anche a 80-90€/MWh nelle ore di produzione FV) oltre ai soliti 350€/MWh della tariffa incentivante. Lo si potrebbe fare mettendo un tetto ragionevole, tipo 20€/MWh. Anche questo sarebbe ledere diritti acquisiti ma mi sembra che di lesioni ce ne siano a destra e a manca.

    • Mi sembra un’ottima idea: se consideriamo che il “fornitore” di energia da FER è in effetti un percettore di aiuti di Stato si potrebbe facilmente introdurre un meccanismo di calcolo del prezzo dell’energia ceduta alla rete per impedire che a detto “fornitore”, alla fine, venga consentito di incassare un prezzo unitario fino a 4 volte il prezzo di mercato (es FV a terra < 1 MW col VI Conto).
      Chi glielo dice a Zanonato?

    • Mi sai dare un link per quei prezzi di cui sopra? (80-90 e 350 euro/MWh) Provo a scrivere una cosa per il MiSE. Sai mai, con qualche aiuto da chi abita i corridoi.

      • Visto che la cosa intriga mi son preso la briga di tentare una stima, cosa tutt’altro che facile.

        Col 3° Conto abbiamo in esercizio 1.059 impianti da 0.2 a > 1MW per una potenza di c.a 1,13 GW.
        Le tariffe vanno da 314 a 264 €/MWh + il ritiro dedicato (quest’anno circa 80 €/MWh).
        Totale ricavi da 344 a 398 €/MWh.
        Il ritiro dedicato (posta una media produttiva di 1300h/anno) potrebbe valere c.a 117,52 M€

        Col 4° Conto (l’arrembaggio…) abbiamo 5.358 impianti per 4,830 GW
        Le tariffe vanno da 291 a 140 + ritiro dedicato.
        Totale ricavi da 371 a 220 €/MWh.
        Il ritiro dedicato potrebbe valere c.a 502,32 M€

        Lavorandoci si potrebbero anche estrarre dati precisi ma il succo è che il fotovoltaico sta arricchendo qualcuno a spese nostre!

        La fonte dei dati è http://atlasole.gse.it/atlasole/.
        Sul sito del GSE inoltre trovi tutti i testi dei vari Conti Energia.
        Ovviamente con l’introduzione della tariffa onnicomprensiva il nostro ragionamento decade.

      • sesto rasi says:

        Il costo cumulato degli incentivi FV è 6.7G€/anno, soglia oltre la quale è decaduto il regime incentivante (conta pure qualche installazione avvenuta nel periodo subito successivo, se non erro 45gg., poca roba). Per il valore della quota energia credo che un forfait attorno ad 80 €/MWh possa andare. Da moltiplicare per la produzione FV che, il dato preciso credo si trovi sul sito del GSE o anche su quello di Terna, ma a spanne sarà sui 15TWh/anno. 1.2G€/anno, che però non puoi valorizzare come un costo (infatti secondo me l’idea do non riconoscere più questa quota è abbastanza velleitaria).
        Mi sono perso qualche obiettivo più approfondito di stima che avevi in mente?

  4. In effetti pensare di agire sul prezzo del Ritiro Dedicato e/o su quello di vendita è quasi impossibile.
    Di contro, per mettere mano alle Tariffe ci vorrebbe un coraggio politico da leoni ma non ne vedo in giro!

    • sesto rasi says:

      mah, più che altro (e bada che io sono al di sopra di ogni sospetto, data la mia convinzione radicata che al FV si siano dati troppi quattrini e male), penso sarebbe ora di smetterla di rimangiarsi le parole, cosa (tra le altre) che toglie credito e fa scappare gli invstitori dall’Italia. Inoltre bisogna tenere conto che il surplus di valore dell’incentivo rispetto all’equo (passamela, anche se non esiste un equo soggettivo, è comunque una scelta politica) è stato ribaltato sul prezzo degli impianti, in misura quasi totale per i piccoli soggetti (il sig. Brambilla con 3kWp sul tetto), molto meno per i grandi soggetti dotati di capacità negoziale: se fai un “golpe” adesso, praticamente al gestore di grossi o numerosi impianti spunti le unghie; al sig. Brambilla rovini completamente l’iniziativa.

      @filippo: ti ho messo un link (in questione di energia) che dovrebbe soddisfare la tua richiesta. Sta in risposta al tuo commento ciao

  5. Giusto, quindi non ne parliamo più ! ?

    • sesto rasi says:

      Ti assicuro che la maniera in cui i cinque episodi dei conti energia sono stati condotti lascia sconcertato anche me, pur essendo ben conscio delle difficoltà cui va incontro il regolatore: tra il 2002 e il 2004 partecipai ad un thematic network (40 partner in circa 25 Paesi europei) per l’integrazione di rinnovabili e generazione distribuita (ero il responsabile del sottoprogetto “Business Practices and Commercial Terms”, ma partecipavo anche agli altri WP, tra cui quello sulle policies, condotto dall’olandese ECN). Insomma, il grosso dilemma del regolatore era già ben noto: se interviene correggendo bruscamente il tiro ogni mattino in cui ti alzi nessuno si fiderà più di te; se invece avverti che correggerai con, poniamo, un anno di anticipo, in quell’anno ci sarà l’assalto alla diligenza se stringerai, l’attesa e paralisi assoluta se aprirai.
      Bene, in Italia col FV le abbiamo provate a)tutte e due b)tutte e due assieme c)vie di mezzo
      d)ingenuità come misurare i contingenti sul prenotato e non sul meso in esercizio (ragione per cui il Primo CE naufragò miseramente). Che dire? Adesso salverei la credibilità residua e, se proprio siamo senza soldi, piuttosto rimodulerei l’erogazione su un periodo più lungo, sì i bond insomma, anche se in assoluto non piacciono neppure a me.

  6. Purtroppo… hai ancora ragione!
    La conclusione è che abbiamo dei legislatori fessacchiotti… col senno di poi i 6,7 G€ all’anno si sarebbero potuti impiegare MOLTO meglio, ma la frittata è fatta e non si può tornare indietro.
    Morto un Conto se ne fa un altro … Evviva i bond!
    I Rumeni hanno tentato più o meno la stessa strada: 4 GC te li pago subito e 2 vai a credito sino a una certa data, senza interessi!

    … è roba da mal di testa! Povero Ministro! non lo invidio…

    • sesto rasi says:

      ad ogni modo, se dare un taglio secco al ritiro garantito delle eccedenze sarebbe molto difficile, è piuttosto probabile che il “prezzo minimo garantito” di cui beneficia oggi il fotovoltaico venga bruscamente ridotto dal “decreto del fare 2”, stando alle bozze. Vedremo

  7. beh, fissare un “prezzo minimo garantito” troppo al di sotto del valore di mercato orienterebbe inevitabilmente i produttori “strutturati” a cercare altri clienti per spuntare un prezzo migliore. Risultato: a farne le spese saranno come al solito i “pesci piccoli”…

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